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Spal, Castro si candida per Empoli

Paolo Negri
Spal, Castro si candida per Empoli

Il trequartista dovrebbe essere titolare anche domani sera Intelligenza e capacità d’inserimento giocano a suo favore

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Emirati Arabi, Turchia, il Genoa... Orizzonti più disparati, che dovevano essere meta – gli uni o gli altri – di Lucas Castro, la cui cessione risultava una delle priorità di mercato della Spal, e pareva ineluttabile.



Sottolineiamo subito, per l’ennesima volta, che la discriminante era di carattere puramente economico, non certo di ordine tecnico. Eccessivamente elevato, esorbitante, l’ingaggio dell’argentino, fuori dai parametri della serie B, della Spal ed evidentemente di tante altre realtà, se è vero che il trasferimento è sfumato almeno un paio di volte quando ormai pareva concluso (prima ad un improbabile club turco, quindi l’ultimo giorno di mercato al Genoa).

Il “Pata” è dunque rimasto. Ed eccolo qui con una maglia da titolare riacquistata in occasione della partita di sabato a Lignano contro il Pordenone. Un percorso lungo e tortuoso, per arrivarci. E che Castro ha affrontato senza mai fiatare, con un comportamento ineccepibile. In silenzio ed al lavoro anche quando non è stato convocato per l’amichevole di Udine. Contro il Bari in Coppa è stato schierato dall’inizio, a sorpresa, ed ha fatto abbastanza bene, mostrando sprazzi del suo talento. Con il Cosenza è rimasto fuori, si era alla vigilia della chiusura del mercato e la partenza era quasi certa. Poi, come detto, le carte in tavola sono cambiate.



Castro ha approfittato delle due settimane tra il match con i calabresi e quello col Pordenone per lavorare intensamente e migliorare la condizione. Poi bisogna sottolineare l’onestà intellettuale di mister Marino che non ha posto alcun ostracismo ed una volta col giocatore pienamente e definitivamente a disposizione lo ha valutato solo sulla scorta dei parametri tecnico-tattici-di personalità. Decidendo di schierarlo dal principio a Lignano. Una mossa azzeccata.

Castro è stato tra i migliori. Almeno fino a quando ha avuto benzina. Trequartista, all’inizio partendo dal centro-destra, poi più accentrato ma con grande libertà di movimento. Il suo repertorio è risultato ampio. Lo abbiamo visto arretrare per prendere palla ed impostare. Ha difeso ed affondato il tackle. Ha saputo alternare giocate semplici ad aperture lunghe allargando il campo. E, soprattutto, è andato “dentro”, ha saputo proporsi al limite dei sedici metri, per gli uno-due, come marcare la presenza all’interno dell’area risultando pericoloso e/o concreto. Almeno tre finalizzazioni: l’occasione in avvio di partita, il colpo di testa vincente – palesandosi sul secondo palo – e quello che solo Perisan ha impedito sfociasse nel 2-2.



Castro ha agito come un vero enganche, termine che nel calcio argentino definisce il giocatore che ha il compito di “agganciare” il centrocampo con l’attacco. Sarebbe il numero 10 ma, se vogliamo, non tanto un 10 alla Maradona, alla Ortega o alla Gallardo, quanto piuttosto alla Riquelme. Perché, ci sia permesso, l’intelligenza calcistica di Castro è superiore alla media, a maggior ragione a quella della serie B. Ci sono state un paio di situazioni, nel primo tempo di Lignano, in cui “el Pata” non è mica stato capito. Almeno una volta, in impostazione, ha avuto l’intuizione giusta con una velocità di pensiero che di fatto ha spiazzato i compagni. E poi, in prossimità dell’area avversaria, ha compiuto un movimento per andare da una parte e la palla gli è stata data dall’altra. La Spal, da qui in avanti deve avere la capacità di sfruttare le qualità di Castro, che a sua volta in quella posizione può incidere parecchio. E che possiede anche quella malizia-cattiveria sudamericana che in cadetteria farà sicuramente comodo. Il più è che raggiunga il top della condizione e che ritrovi continuità d’impiego.



Castro si candida anche per domani ad Empoli. Impegni ravvicinatissimi (tre in sette giorni) per chi non gioca da tanto, ma l’argentino col Pordenone non ha disputato l’intera partita, è uscito al 24’della ripresa. Dovrà valutare mister Marino, oggi. Anche in considerazione delle caratteristiche dell’Empoli e del turn over da attuare. Il tecnico voleva alternare gli esterni, ma a causa della squalifica di Dickmann non potrà farlo, e vanno soppesate le condizioni di D’Alessandro che sabato è stato sostituito nell’intervallo, dopo un colpo ricevuto. Tornando a disposizione Sala, probabile che il Nazionale Under 21 giochi dall’inizio a sinistra, così come Missiroli e Salvatore Esposito in mediana. Una possibile formazione:

Berisha; Salamon, Vicari, Tomovic; D’Alessandro (Sernicola), Missiroli, Sal. Esposito, Sala; Castro (Valoti); Seb. Esposito, Paloschi

Alternativa il 3-4-3 con Brignola-Esposito-Strefezza davanti.–



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