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MOTOCICLISMO 

Farinelli è campione italiano «Ripago la fiducia degli sponsor»

Dario Cavaliere

Il pilota comacchiese ha conquistato il Civ 600 Supersport National Trophy «Mi sono giocato bene l’ultima gara e ho vinto. Adesso piovono offerte»

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COMACCHIO

Ne è passata di strada sotto le ruote da quando nella seconda metà degli Anni ’90 un giovanissimo Roberto Farinelli spingeva (non guidava) la minimoto lungo il circuito di Pomposa seguendo il papà in gara: lo scorso weekend quel bambino, ormai uomo e centauro affermato, ha conquistato il titolo tricolore Civ 600 Supersport National Trophy al termine di una stagione esaltante. Ma chi è il nuovo campione?

«Sono un ragazzo di 28 anni - si racconta Roberto Farinelli - che ha avuto la fortuna di nascere a 100 metri dal circuito di Pomposa, dove, vista la passione, ho iniziato a muovere i primi passi con le minimoto».

Passione che non si è mai spenta, anzi, portando anche i primi risultati significativi: «Sono passato alle ruote alte nel 2006, conquistando l’anno successivo il titolo italiano monomarca Aprilia. Quindi il Campionato italiano velocità con la 125 GP, ma vista la stazza e il peso, abbiamo subito cambiato, approdando alla classe 600».

ANNI NERI E RINASCITA

E qui è proseguita la gavetta: «Le tre stagioni successive le ho corse bene, chiudendo nella “top five” nel 2010 con due podi - prosegue Farinelli -, poi ho vissuto un periodo nero, non per colpa mia, dove mi allenavo ma non gareggiavo, durato fino al 2014. Senza sponsor non si va da nessuna parte e allora, avendo la fortuna di lavorare (Roberto è valente meccanico, nonché istruttore di guida alla Riding School Pederzoli, ndr) e di avere una moto mia, sono diventato sponsor di me stesso, assieme alla mia famiglia. Risalendo la china, ho fatto alcune stagioni di assestamento, con un secondo posto in Coppa Italia, fino a quella appena conclusa».

Una stagione che va raccontata dall’inizio: «Con la Kawasaki del mio team Edard, abbiamo fatto ottimi test invernali sul circuito di Valencia - prosegue il pilota -, poi ci si è messo di mezzo il covid e tutto è tornato in forse. È stato un periodo di ansia continua, con il terrore di veder sfumare tutto. Fortunatamente gli sponsor mi sono stati vicino e io, una volta tornato in pista, li ho ripagati subito con un primo e un secondo posto (perso in volata per 9 millesimi, ndr) nelle due gare del Mugello. A Misano, dove arrivavo da leader, ho rotto la moto, incamerando uno zero pesantissimo in ottica campionato e infatti il mio vantaggio si è ridotto a soli 3 punti. Nella terza gara di Imola problemi di ciclistica hanno portato a un terzo e un quarto posto, che hanno scatenato la bagarre in classifica, con Pontone avanti di 13 punti prima dell’ultimo weekend a Vallelunga, dove ho fatto un piccolo capolavoro...».

LA GARA DECISIVA

Il racconto di Farinelli si fa ancora più intenso: «In gara 1 bagarre a 4 in testa, passo a condurre a tre giri dalla fine e vinco. Pontone chiude quarto e io torno in testa alla classifica per un punto, rimandando tutto alla seconda gara dove praticamente chi arriva davanti vince il titolo. Il mio passo è superiore agli altri, così vado in testa per stare fuori dai guai; poi, controllando la posizione del mio avversario ho gestito gli ultimi giri chiudendo secondo, ma campione d’Italia! Nel mio futuro c’è tanta carne al fuoco, tante chiamate con offerte per salire di categoria, fra campionato Italiano, Europeo e Mondiale Supersport. Valuteremo con calma - conclude Farinelli -, facendo sempre il passo secondo la gamba». —

Dario Cavaliere

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