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ju jitsu 

Lodi punta sempre in alto «Conquistare il 4º dan»

Enrico Ferranti

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bondeno

«Ho iniziato a praticare il ju jitsu nel 1997 per gioco, ma anche per avere più autocontrollo: avendo io un carattere un po’ impulsivo, questa disciplina mi ha aiutato molto anche a superare lo stress giornaliero dovuto al mio lavoro».

Marco Lodi, classe 1965, è cintura nera 3° dan di ju jitsu. Nato a Torino e residente a Bondeno da 50 anni con una passione sconfinata per questo sport: «Quando salgo sul tatami cerco di dimenticare tutto il resto per concentrarmi totalmente verso un’arte marziale che aiuta molto anche a mantenersi in forma mentalmente e fisicamente. Inoltre, attraverso il confronto con altri atleti, è indispensabile mantenere sempre il più totale rispetto per l’avversario».

«In questi anni - prosegue Lodi - ho seguito anche diversi stage in varie discipline insegnate da maestri di karate, aikido e non ultima l’hakko denshin ryu dove ho conseguito la cintura nera 1° dan».

Davvero molto significativo un pensiero: «Nel mio percorso sportivo le persone più importanti sono state il maestro Cristian Poletti ed il maestro Luca Cervi che mi hanno insegnato le basi. Vorrei inoltre ringraziare il maestro Silvano Rovigatti ed il suo enturage di grandissima caratura».

Poi l’obiettivo di Lodi: «Voglio conseguire il grado di cintura nera 4° dan di ju jitsu e continuare in questo percorso formativo». —

Enrico Ferranti

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