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Poca benzina e assenze La Spal cresce a rilento

Marco Nagliati
Poca benzina e assenze La Spal cresce a rilento

A Empoli un tempo super poi un calo che è stato fatale Tanti inconvenienti stanno complicando il lavoro di Marino

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E poi è subentrata la stanchezza. Così la Spal è stata definitivamente travolta dall’Empoli. Un altro epilogo amaro in un avvio di stagione che non ha ancora fatto registrare una vittoria, semmai tutte fasi finali sportivamente terribili. All’esordio a Monza andò bene col rigore parato da Berisha, poi con Cosenza e Pordenone sono sfumati due successi (quattro punti gettati) e martedì sera in Toscana un pari che ci stava s’è rivoltato in sconfitta. Fanno sedici partite (tra scorsa stagione e avvio dell’attuale) che la Spal non conquista tre punti.



Al “Castellani” s’è filmato il tramonto di una giornata emotivamente intensa, che non poteva non lasciare scorie. Una positività prima della partenza, i tamponi nelle stanze del ritiro. L’attesa snervante, l’esito: quattro positivi in totale, tre calciatori. Paloschi e Strefezza out, Berisha non a referto ma in tribuna. E già mancavano D’Alessandro e Floccari, con Di Francesco appena arruolabile. La rivoluzione di Marino sta trovando buche e spigoli ad ogni passo. Cambiare volto tattico dopo anni di 3-5-2 “Sempliciano” non sarebbe stato agevole, così è ovviamente ancor più complesso. Col Covid che è una variabile impazzita ma impattante. La classifica al momento non brilla, rimane indispensabile saper guardare oltre in questa fase di stagione.

Poi, però, ci sono anche i problemi. Perché a Empoli, contro una formazione forte e altamente competitiva va ricordato, la Spal è crollata atleticamente in modo lampante. Da metà secondo tempo in poi la squadra s’è rattrappita, smarrendo la traccia di un’idea che Marino intende radicare: attacco e verticalizzazioni. Giocando spesso, lavorando meno di quanto servirebbe in settimana, il processo d’apprendimento si allunga. Un altro paio di aspetti sono però balzati all’occhio dalla serata di Empoli: i toscani hanno avuto più voglia di vincere. Si sono ribellati allo svantaggio firmato Salvatore Esposito. I padroni di casa il successo l’hanno voluto con forza, la Spal ha cercato di accontentarsi.



Poi, le sostituzioni. I cambi di Dionisi (Moreo, La Mantia e Haas) hanno iniettato tecnica e nerbo, per contro Marino non ha avuto nulla da chi è subentrato: Valoti ai margini del match e senza grinta, Di Francesco in cerca di ritmo ma non incisivo, l’ingresso di Salamon ha reso barcollante la difesa. Già s’era visto poco o nulla da un fumoso Jankovic e un giochicchiare ordinato di Missiroli. Ecco, se mancano pedine importanti e i veterani non sorreggono i giovani (di sicuro avvenire però vanno aiutati nella crescita) far quadrare i conti è ancora più complesso.

Era noto che il calendario aveva posto alla Spal un avvio ad alto coefficiente di difficoltà, pertanto non stupisce che in vetta sono a quota dieci e i biancazzurri arretrati a tre. Inoltre la Spal s’è pure complicata il cammino da sola. Sabato al Mazza arriva il Vicenza, cliente spinoso e che coltiva ambizioni playoff. Organico estense ancora limitato, ci sarà da stringere i denti in attesa di tempi migliori. Che potranno esserci perché questo organico ha valori interessanti. —



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