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Covid, scende in campo il Ctc «Fermiamo tutto per capire l’incidenza calcio nei contagi»

v.trap.
Covid, scende in campo il Ctc «Fermiamo tutto per capire l’incidenza calcio nei contagi»

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Il Ctc20 si è presentato ufficialmente all’inizio di questo mese, ma i tempi (e il Covid) corrono e nell’impossibilità di poter organizzare riunioni plenarie con le società già iscritte e quelle che vorranno iscriversi, il Comitato territoriale nato nella nostra provincia con l’intento di rappresentare le società dilettantistiche di tutta la regione interviene in un momento delicato per il movimento. Ieri è finalmente stata fatta chiarezza su chi potrà giocare e chi no in questo week end, ma la situazione è tutt’altro che risolta, con la possibilità di fermare tutti i campionati dilettantistici per l’emergenza che si fa via via più concreta.

«E noi siamo per lo stop - dice Nicola Rossi, presidente del neonato comitato -, nel senso che in questo momento di confusione fermare due settimane tutti i campionati sarebbe una soluzione per capire quanto il nostro movimento incida nella diffusione del contagio. Riteniamo assurdo discutere su calcio sì o calcio no e non affrontare il problema del trasporto scolastico, con gli stessi ragazzi che non giocano il sabato o la domenica a rischio contagio per andare a scuola, come poi si è verificato».

Ma il discorso di Rossi è più largo, mettendo in evidenza un problema emerso di recente con l’Argentana: la difficoltà nel capire a chi rivolgersi in caso si tema un contagio. «Il Crer non deve dare risposte sulle questioni sanitarie, però in accordo con l’Usl avrebbe potuto affiancare i dirigenti almeno a livello informativo, visto che poi i comportamenti da adottare sono gli stessi in tutte le province. Siamo nell’era dello smart working, perché non dare un servizio di comunicazione una volta a settimana, per tutte le società, in modo da tenere aggiornati i dirigenti su quanto sta accadendo e, magari, sentire dubbi e proposte. Non dimentichiamo che parliamo di volontari, il più delle volte con impegni economici personali per sostenere la propria società, non è il caso di caricare loro di ulteriori responsabilità. Ecco, forse sarebbe il momento di fermarsi un attimo e capire bene le procedure in assenza di informazioni complete e nel caso le risposte attese (e sicure) non arrivano si può anche decidere autonomamente di fermarsi. Nessuno di chi è impegnato in questo sport è medico, perciò ogni tanto si abbia la forza di dire “no”, per evitare di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati...». —

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