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Affermazione rigenerante e gioco sempre comandato Ma serve più attenzione

p.n.

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La vittoria ottenuta contro il Vicenza era ciò di cui la Spal aveva bisogno, e può essere benefica sotto vari aspetti. Nelle proiezioni bisogna però essere cauti, anche perché i biancazzurri sono attesi da un calendario complicato visto che nelle prossime due giornate affronteranno Reggina in trasferta e Salernitana (seconda) al “Mazza”.

La partita col Vicenza è parsa per certi versi meno lineare e più frenetica rispetto alle precedenti. Un’impressione forse dettata dalle ripartenze concesse ai veneti più che dal reale andamento del match, visto che la Spal ha comandato le operazioni, come testimoniano anche dati statistici da “paura”: 65% di possesso palla, 502 passaggi contro 274, 26 tiri contro 16. E 3 gol segnati: la Spal ne ha realizzati 7 nelle ultime tre gare. Non... male per una squadra con supposti problemi offensivi. Che – in assenza di Paloschi e Floccari – ci sono nel senso che Sebastiano Esposito non è una prima punta, come si è visto anche sabato. Ma si compensa con l’espressione collettiva della manovra. Il filo conduttore è il gioco. È la strada da seguire. Trovando gli aggiustamenti necessari. Ciò che è stato concesso al Vicenza (l’azione per il palo di Gori, quella del raddoppio di Meggiorini) nasce da errori individuali (palla persa di Seb Esposito; dribbling sbagliato di Valoti ai limiti dell’area avversaria) con la squadra che stava salendo per restare corta sullo sviluppo offensivo dell’azione, o che era su per sfruttare l’angolo. Ecco, non si può prendere contropiede da corner a favore, ma lì è stata probabilmente la citata ansia da risultato a “fregare” la Spal. Con più tranquillità e lucidità non accadrà più.–

p.n.

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