proseguire ma serve un gesto coraggioso
La Lega Nazionale Pallacanestro, i suoi club, rimangono raccolti tra ottimismo e indecisione, atto di fede e pragmatismo. Un po’ si gioca e tanto si rinvia, qualcosa si programma altrettanto si posticipa. La Supercoppa è stata un bel palliativo in attesa di tempi belli anti Covid, che però non sono giunti. L’idea di attardare la data di inizio campionato nasce, sostanzialmente, da una speranza: coronavirus in ribasso, affluenza nei palasport in rialzo. Senza botteghino il basket non si regge, chiaro. La palla a spicchi non è come il calcio, che vive di televisione. Però ritardare ulteriormente l’avvio della A2 (adesso al 22 novembre) non pare scelta opportuna. Perché l’attesa rischia di essere vana rispetto ad aperture governative in merito ai tifosi nei palasport e perché dilatando ulteriormente il lancio della palla a due significa annacquare quel po’ di interesse che la Supercoppa aveva attirato. E i giocatori? Ancora ad allenarsi e non giocare mai. E poi, quando avverrà lo start, tempi stretti e altre “duemila” partite infrasettimanali che ottengono poco spazio sui media e relativa attenzione generale.
Sarebbe invece necessario buttare il cuore oltre l’angoscia e giocare: subito. Presto. Di domenica. Affrontare il futuro (si confida migliore) con il campionato avviato. Dai, allungare rende il brodo insapore. E serve un’altra presa di posizione: non può bastare un tesserato positivo per rinviare le partite. Altrimenti sarebbe tutto un singhiozzo di stagione. —
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