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La Portuense si ferma con già due ko A Casumaro e Mesola serve tempo

alessandro bassi
La Portuense si ferma con già due ko A Casumaro e Mesola serve tempo

I campionati pesantemente condizionati dall’emergenza sanitaria: finora tante partite rinviate e adesso la sospensione dell’attività 

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l’analisi

Canta Ligabue: «Ci vediamo da Mario, prima o poi...»

Ci risiamo. Dopo sforzi e difficoltà inenarrabili per aderire ai protocolli, la situazione della pandemia consiglia provvedimenti drastici. E quindi stop ai campionati. Dopo le Coppe e tre giornate (più o meno) giocate, quale analisi si può proporre per i campionati dilettantistici? Evitiamo di citare ancora Ligabue e non diciamo che sarà un bel souvenir, anche perché un’affermazione del genere necessiterebbe di forzuti comportamenti apotropaici (che è il modo che usano quelli che hanno studiato per definire i gesti scaramantici e antisfortuna).

eccellenza

Insomma: cosa hanno detto le prime tre giornate, soprattutto per chi è riuscito a giocare? Tutto sommato hanno detto molte cose. Paradossalmente hanno detto molto per Promozione e Prima Categoria, che hanno visto saltare un numero più limitato di partite. Ma se si parla di incertezza, bisogna necessariamente partire dall’Eccellenza. Le nostre squadre hanno giocato pochissime partite e diventa quasi impossibile analizzare la situazione se le squadre non giocano. Il Sant’Agostino e l’Argentana ne hanno giocata una su tre; il Masi due. La Copparese nessuna. Chiaramente non giocare non fornisce riscontri. Però anche chi gioca deve ragionare sempre in condizioni difficili. Per esempio. Il Masi ha giocato due gare: un pareggio e una persa. Ma il pari potrebbe essere una buonissima partita, se l’avversario risulta di valore. La Vignolese ha una vittoria, un pari e un rinvio. Quindi può essere un buon punto, e di perdere con il Formigine ci può stare. Ma il Formigine non aveva ancora giocato: difficile preparare la partita praticamente al buio. Certo, i giocatori si conoscono, ma se devi giocare per proporre pressing feroce, correndo e non facendosi infilare, servirebbero anche della informazioni su come si muove l’avversario. E se non gioca, diventa difficile ottenerle. Il tecnico del Masi, Govoni, ha ben chiaro il suo programma: non prendere reti e magari qualche gol segnarlo, ma è ovvio che se le cose si mettono male, la leggerezza del suo attacco (l’uomo di peso è il difensore Franceschini, che da punta se la cava anche piuttosto bene, ma non può calarsi per tutto il campionato nel ruolo senza faticare) può farsi sentire. Tutto bene, cioè, fino a che siamo sul pari o si va in vantaggio, ma se si va sotto le cose sono pesanti. Non impossibili, certo, ma difficili.

Meno incertezze per i “ramarri”, che hanno giocato diverse gare, hanno un gruppo abbastanza solido e che si conosce piuttosto bene, e possono ancora crescere. Oltretutto in passato il Sant’Agostino ha già giocato nel girone modenese, ed ha anche un tecnico che gioca senza guardare troppo agli avversari (pur avendo sempre grandi capacità di analisi).

In più, per esempio, probabilmente la giovanissima Argentana di Buriani avrebbe bisogno di giocare per crescere e acquisire esperienza. A forza di rinvii restano sconfitte pesanti di una squadra in crescita e rinvii: difficilissimo ragionare sulla crescita. E trovarsi, come capiterà alla Copparese, e con formazione giovane, a recuperare diverse gare in poco tempo, non sarà sicuramente un vantaggio.

promozione

Maggiori certezze, ma con turbinio di pronostici prontamente disattesi, invece, per le formazioni di Promozione. La Bismarck del campionato, la fortissima Portuense, ha giocato tutte le gare e ne ha perse già due. Va bene, una era un derby in una giornata da tregenda e l’altra una partita in casa della squadra ora a punteggio pieno e fallendo anche un rigore (finora sono già due, i tiri dal dischetto falliti, sui tre assegnati ai rossoneri, uno ininfluente di Gherlinzoni, che ha segnato l’altro, ed uno di Cantelli), ma serve maggiore continuità. Basta un pizzico di pazienza, probabilmente, perché la squadra di Baiesi è veramente fortissima. Ma serve uscirne. Il materiale c’è, la pazienza si spera pure. Ora basta che qualcuno lasci giocare. Il problema vero, per Eccellenza e Promozione, è che ci sono moltissimi giocatori giovani, e vista la situazione Covid nelle scuole, rischia di non essere un vantaggio. Serve tempo anche al Casumaro, che sta cercando di crescere. Il fatto è che ai rossoblù manca solo che interrompano una gara per lo sbarco di una navicella aliena, perché tutte le altre casistiche di sospensione e rinvio le ha provate. Per le “lumache” più feroci della terra, però, servirà continuità e concentrazione. Qualità che non dovrebbero invece difettare alla Centese. Il Mesola ha già cambiato allenatore (ma i castellani rivendicano il fatto che si sia trattato di dimissioni e non di esonero), pur con due sconfitte ma contro formazioni robuste. Anche qui la possibilità, con la giusta pazienza, è di vedere la squadra crescere. Infine la Comacchiese. La squadra lavora molto e si propone con efficacia. Le vittorie non sono un caso, anche perché la squadra cerca sempre di giocare, contro chiunque. È fondamentale.

prima categoria

Una squadra abbastanza rinnovata ma solida ed esperta come il Berra è partita a razzo; lo stesso dicasi con un Terre del Reno che è andato sul sicuro ed ha inserito giocatori conosciuti. All’inizio si era detto che sarebbe stato un campionato difficile, e poi si sono inserite tante voci a complicare tutto, nel prossimo mese si potrà lavorare, ma se la chiusura si prolunga per le società sarà un bagno di sangue sul piano finanziario, col rischio di dover las ciare liberi uomini importanti. E senza certezze. L’unica è che ci si vede da Mario. Prima o poi.–

alessandro bassi

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