L’Inter va avanti pianissimo Zero gol e un pari deludente
Bloccata dallo Shakhtar: due traverse e ripresa scialba. Per Conte va bene così Non segna neanche Lukaku in casa di un’avversaria votata solo a non perdere
[FIRMA&TESTA]Roberto Condio
[TESTO]Come sabato a Genova, l’Inter ha dominato. Ma, non avendo segnato Lukaku, in casa di uno Shakhtar votato solo a non prenderle, non ha vinto. No Romelu, no party. Sarà pure slogan sempliciotto ma è veritiero. In un avvio di stagione modesto, il belga ha già risolto con i suoi gol (7, tra campionato e Champions) un bel po’ di situazioni intricate.
Ieri si è fermato a una traversa su punizione (deviazione del portiere Trubin), ha fallito di poco il bersaglio di testa e ha reclamato un rigore per un intervento di Bondar. Così, con il suo risolutore a secco dopo 9 notti europee consecutive con gol, l’Inter non ha segnato per la prima volta dopo 13 partite. Contro la Fiorentina, il 22 luglio, era stato 0-0 come ieri a Kiev, 71 giorni dopo il 5-0 rifilato in Europa League allo stesso rivale che stavolta si è presentato con 7 giocatori diversi e altrettanti nati tra il 1998 e il 2001. Questo, però, è deludente pari ben più pesante. Complica la classifica di un girone che per l’Inter si risolverà con ogni probabilità nel doppio scontro in arrivo con il disperato Real Madrid ancora a 0. Conferma inoltre i dubbi sui nerazzurri, capaci di vincere una sola delle ultime 5 partite. Conte, però, non devia dal suo nuovo atteggiamento soft e buonista. Recita il solito mantra («Poco da rimproverare ai ragazzi») e lo circostanzia: «Abbiamo fatto la partita, non siamo stati fortunati. In casa dello Shakhtar di solito ti difendi e invece è la seconda partita di fila che chiudiamo senza subire gol e senza parate di Handanovic. C’è la consapevolezza di essere sulla strada giusta».
Troppo ottimismo, per quel s’è visto. Il meglio è stato un gagliardo primo tempo, con due traverse (Barella, oltre a Lukaku) e situazioni interessanti create pressando alto uno Shakhtar rimasto dopo 15’ senza la sua unica punta e mai deciso nel pungere. Il gol sembrava più che maturo e invece l’erroraccio a porta vuota di Martinez è stata l’unica chance prima di un improvviso inabissamento nerazzurro nella ripresa. Le scelte quasi sempre sbagliate degli esterni Hakimi e Young, il calo fisico di Brozovic e Barella ma anche di Lukaku hanno semplificato il compito dello Shakhtar. Poi, ci ha messo del suo anche Conte. In una partita da vincere, tolto Martinez ha preferito sostituirlo con Perisic e non con Pinamonti, punta vera entrata solo all’85’. Con il croato al fianco di Lukaku, l’Inter non è mai stata velenosa, se non nel rigore reclamato al 76’.
Lenta, prevedibile, senza alternative alle prodezze di Lukaku: l’Inter che gioca ogni tre giorni deve cambiare passo. Quella di ieri è stata la formazione di partenza più vicina all’idea di Conte, ma s’è rivelata un’incompiuta. «Ho sensazioni positive, ho visto la giusta mentalità», insiste il tecnico. Per tradurre tutto in risultati servirà ritrovare il vero Martinez e avere di nuovo a disposizione Sanchez, Gagliardini e Sensi. Il tempo già stringe. [FINETESTO]—
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