Per il Cus l’anno agonistico è già finito Il via nel 2021
ferrara
Ciao ciao 2020. Il rugby ferrarese saluta già questa annata funesta e guarda all’anno prossimo. Con un comunicato, infatti, la Federazione ha disposto di rinviare precauzionalmente al 24 gennaio 2021 la data d’inizio dei campionati di serie A, B e C1, inizialmente previsti per fine novembre-inizio dicembre. Sospesa fino a tale data anche l’attività giovanile e la Coppa Italia femminile, che possono continuare a svolgere gli allenamenti in maniera distanziata e senza contatto.
Quanto si diceva alcuni giorni fa (inutile iniziare una stagione a due turni dalla sosta natalizia) si è dunque puntualmente avverato, ma sarà questo ulteriore rinvio la panacea di tutti i mali derivati da virus e non?
Intanto altri tre mesi di allenamenti senza contatto sono insostenibili per gli atleti e poi iniziare il 24 gennaio vorrebbe dire 18-20 giornate (dipende dai campionati) senza alcuna interruzione, per arrivare a fine giugno aggiungendo poi i playoff promozione, previsti ovunque. Questo ha infatti indotto la Fir a iniziare a valutare eventuali modifiche alle formule dei campionati.
In casa Cus Ferrara dopo l’uscita dell’ultimo Dpcm impianti chiusi e tutta l’attività sospesa, ma la sezione rugby ha presentato una proposta di rimodulazione degli allenamenti che consenta di proseguire l’attività secondo direttive e protocollo federale, riducendo l’impatto in termini di utilizzo strutture, ma senza abbandonare i propri atleti. «Questo spostamento era inevitabile – dice il tecnico cussino Dario Dardani – la situazione generale non lasciava spazio ad un rugby sicuro, se non per Zebre e Benetton che hanno budget impensabili per tutti gli altri e possono fare controlli anche tutti i giorni. Per noi vorrà dire avere più tempo per lavorare dal punto di vista fisico e su alcuni skills particolari, magari in prima linea, nel gioco al piede e lanci in touche. Tutto quello che si può fare con il distanziamento sociale e senza contatto».
«La vera, nuova, difficoltà della società e di noi tecnici sarà mantenere per tre mesi nei ragazzi la voglia di venire al campo e lavorare senza rugby vero e senza un obiettivo domenicale. Io spero che il Cus ci consenta almeno un paio di sessioni settimanali - conclude Dardani - perché altrimenti vorrà dire chiudere bottega». —
d.c.
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