Adesso gioca Atzori «La Spal è forte, però servono sacrifici Mi piace il Frosinone»
L’ex della Reggina e profondo conoscitore del mondo biancazzurro analizza la partitissima di oggi con una panoramica sulla stagione
l’intervista
Mister Gianluca Atzori ha vissuto a Reggio Calabria alcune delle pagine più belle della sua storia sportiva, sia nelle vesti di calciatore che in quelle di allenatore. Allo stesso tempo è anche un competente appassionato di calcio che segue sempre le vicende di casa Spal da quando il figlio era nel settore giovanile biancazzurro. Chi meglio di lui per inquadrare la sfida odierna che vedrà la Spal affrontare al Granillo la formazione calabrese? Emerge anche un racconto di Atzori di un Pasquale Marino inedito. «Conosco bene Pasquale, bravissimo tecnico – spiega Atzori – mi ricorderò sempre di lui: ero ai miei primi passi da tecnico in serie A a 38 anni, era il settembre 2009, un Udinese-Catania. Marino mi si avvicina per il saluto prepartita e mi dice “Ricordati che hai scelto un mestiere difficile”.
Aveva ragione Marino?
«Eccome che aveva ragione. Penso che sia cambiato molto in questi anni il lavoro dell’allenatore, adesso non devi gestire solo la squadra ma devi gestire in primis i dirigenti che spesso creano delle problematiche, devi gestire i procuratori, devi curare bene i rapporti coi giornalisti. Sono più lavori in uno e rischi sempre di fare tutti scontenti».
Che idea si sta facendo di questo campionato di serie B?
«Il campionato di serie B è sempre molto difficile. Questo poi in particolare mi sembra che sia e sarà sempre più enormemente condizionato dalla situazione di emergenza sanitaria Covid. Incredibile quello che sta succedendo alla Reggiana, non so come si potrà andare avanti in questo modo. Saranno sempre più decisivi i 3-0 a tavolino, lo vedo un campionato del tutto anomalo. Detto questo, vedo sicuramente tra le squadre che saranno protagoniste il Frosinone. Anche l’Empoli e il Monza sono ottime squadre, penso che anche la Spal sia tra le squadre che può recitare un ruolo da protagonista. Punterà al ritorno immediato in serie A ma non sarà facile».
Frosinone prima favorita a suo avviso?
«Faranno un campionato importante: hanno il rammarico per la finale play off persa ma Nesta sta facendo un grande lavoro. Da non sottovalutare anche il Cittadella, che ogni anno fa dei miracoli e se lo meritano. Anche il Pordenone potrà confermarsi sui livelli dell’anno scorso e la sorpresa per me potrebbe essere proprio la Reggina».
E la Spal dove la colloca?
«La vedo appena dietro alle primissime che ho citato prima. Penso che la Spal sia una squadra molto forte, ha tenuto molti dei giocatori di serie A: la rosa è valida. La partenza non è stata delle migliori col successo che mancava, poi è arrivato con il Vicenza, squadra forte, e penso che sia una vittoria di grande peso che può far fare molto bene per il futuro. Se devo dare un voto da uno a dieci alla rosa della Spal, le do 9. Se mi si chiede cosa manca per me non manca un giocatore, manca che tutti devono capire che per fare bene in B occorre fare dei sacrifici. La qualità c’è ma poi ci deve essere quella fame dentro e questa non si compra al calciomercato. Serve che i giocatori che c’erano in A si calino nella mentalità di serie B con entusiasmo».
Di Reggio Calabria che ricordi ha?
«Straordinari. Meravigliosi, un posto bellissimo. Sono state fatte grandi stagioni sia da giocatore che da allenatore. Ricordo ancora quelle passeggiate fatte in città, quella visione meravigliosa che c’è sullo stretto, il mare, la gente... Difficile non ricordare con nostalgia una città che vive di calcio, una piazza che ho amato e ho tante persone che mi scrivono messaggi ancora oggi».
Che squadra è la Reggina?
«È una squadra forte che può fare molto, molto bene. Per me può essere una delle sorprese del campionato. Hanno ottenuto la promozione l’anno scorso, conosco benissimo l’allenatore Domenico Toscano. Mimmo è di Reggio Calabria e conosce a meraviglia i desideri della piazza”».
Che gara si aspetta tra Reggina e Spal?
«Una bella partita. Sono due squadre che amano fare calcio, penso che non possa uscire una brutta partita perché a livello di serie B sono due formazioni di grande qualità.Con la tecnica che c’è in campo credo si potrà assistere ad un grande spettacolo. La Spal ha tutto per stare in alta classifica, la Reggina, come ho detto, la vedo una outsider di livello».
Intanto oggi la serie B scende in campo per difendere le proprie società che senza provvedimenti governativi rischiano di chiudere. Lo fa pensando principalmente alla tutela di quei dipendenti, fornitori, collaboratori, gestori di servizi, che vivono e sopravvivono con le loro famiglie, proprio grazie al calcio. Per questo in tutti i campi della sesta giornata della serie B i dipendenti dei club esporranno nelle gradinate degli stadi, in concomitanza con l’inizio delle gare, uno striscione con scritto “Non lasciate morire il calcio degli italiani’. «La ragione della protesta - dice il presidente di Lega, Mauro Balata - vuole denunciare la mancata predisposizione da parte del governo di norme atte a sostenere le società sportive». —
andrea tebaldi
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