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Spal, dolce Calabria Dopo Crotone vince anche a Reggio

Giuseppe Repici
Spal, dolce Calabria Dopo Crotone vince anche a Reggio

Pesantissimo successo ieri in campionato contro una Reggina presto in dieci Decide ancora Castro (poi espulso). Ripresa sofferta ma Berisha para tutto

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reggio calabria

È sicuramente la settimana della Spal, quella in cui senza dubbio la formazione di Pasquale Marino si sta ritrovando e sta mettendo insieme i pezzi di questo avvio di campionato col freno a mano tirato.

congiunzione astrale

E, come è buono che sia in casi analoghi, c’è anche una congiunzione astrale di una certa importanza ad aiutare la squadra biancazzurra. Che una settimana fa ha vinto nel finale, su calcio di rigore, la sua prima partita in B, poi mercoledì ha sbancato Crotone in Coppa Italia dai tiri dal dischetto e ieri ha inflitto il primo ko in campionato ad una Reggina mai doma. Decisivo sempre lui: “El Pata” Castro. La sfida vintage a distanza al Granillo contro Denis e Menez la vince lui, sebbene nel finale ci abbia messo del suo per pareggiare (o quantomeno provare a farlo) le ingenuità del tandem offensivo amaranto. Già, perché se la Reggina se ne ritorna con un mesto 0-1 le maggiori responsabilità sono da addurre ai due attaccanti di Mimmo Toscano che, in modi differenti, hanno condizionato una partita che sembrava alla portata.

Il francese si è fatto espellere dopo 23’ per una frase di troppo all’indirizzo dell’assistente Margani: protesta evitabile, ma col pubblico a “soffocare” chissà come sarebbe finita. L’argentino, invece, dopo un’ora di gioco ha avuto l’occasione per pareggiarla dal dischetto, ma Berisha si è confermato pararigori e, dopo quello neutralizzato col Monza, ne ha respinto un altro.

cinismo e concretezza

E per la Spal sono già tre punti in più grazie al proprio portiere. Il cui compito, sia chiaro, è proprio questo. Cinismo e concretezza, e anche una dose di fortuna che non guasta mai alla base di un successo importante per la Spal, il cui pieno valore probabilmente lo si comprenderà più in là. Perchè i biancazzurri sono stati bravi nel primo tempo a portare la sfida sui propri binari, a sfruttare il rosso a Menez, a pungere con Castro e poi a gestire. Esposito si è divorato la palla del 2-0 prima dell’intervallo, quindi nel secondo tempo è subentrata una strana quanto preoccupante paura di vincerla che ha fatto giocare la squadra di Marino (forse poco influente con i cambi) col braccino corto del tennista. Solo un super Berisha ha blindato il risultato. Per come è finita la partita, determinante è stata l’espulsione di Jeremy Menez, tornato con grande voglia, forse troppa, che ha trasformato in ingiustificato nervosismo. E così, dopo aver mandato a quel paese Margani, lascia i suoi in dieci con la Reggina che fatica a risistemarsi.

rete e break mancato

La Spal, invece, dopo l’interruzione proprio a causa dell’infortunio dello stesso assistente arbitrale, passa al primo affondo della partita, con una bella azione manovrata conclusa dal tuffo di Castro. La reazione reggina è tutta in una punizione di Bellomo addirittura bloccata da Berisha, poi prima del riposo Di Francesco e Sebastiano Esposito hanno la palla del raddoppio ma si fanno rimontare in extremis, dai difensori il primo e da Guarna il secondo. Dopo l’intervallo, Mimmo Toscano va a rinforzare il centrocampo, preferendo la quantità di Folorunsho alla qualità di Bellomo (che comunque non s’era vista nel primo tempo).

che rischi

Il risultato è che in avvio la Reggina spaventa la Spal con Denis che, sfruttando una palla in profondità, spara violentemente verso la porta: il palo esterno salva gli estensi. Lo stesso argentino al quarto d’ora si procura un rigore – a dire il vero molto dubbio – per un contatto lieve con Tomovic sugli sviluppi di un angolo. La sua maledizione dal dischetto però prosegue e si resta sull’1-0.

La Spal non costruisce e non riparte più, la Reggina tenta l’assalto fino alla fine e a 10’ dal termine è ancora Berisha a salvarla su un destro di Crisetig. Neppure il rosso a Castro per una manata ingenua mette in bilico il risultato.—

Giuseppe Repici

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