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Ghetti, ragioni di cuore «A Ferrara anni stupendi Per questo campionato ho sensazioni positive»

Valentina Cristiani
Ghetti, ragioni di cuore «A Ferrara anni stupendi Per questo campionato ho sensazioni positive»

Il sempre amatissimo ex difensore spallino spazia tra ricordi e alcune riflessioni sulla squadra attuale e le sue prospettive 

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l’intervista

«Ho dei bellissimi ricordi in biancazzurro, i più belli della mia carriera. Giocare nella Spal per me è stato come essere in serie A, i tifosi e la gente mi hanno sempre dimostrato affetto e io ho sempre dato il massimo per la maglia. Ferrara poi è stupenda, mi è rimasta nel cuore. Ho avuto la fortuna di abitare in centro e penso che sia una delle città più belle che abbiamo in Italia», dice il 42enne ex difensore spallino Guido Ghetti, che ha trascorso cinque stagioni alla Spal dal 2006 al 2011 tra C1 e C2 sfiorando le 150 presenze.

« Sono inoltre rimasto in contatto con gli ex compagni di squadra Paolo e Giovanni Rossi, giochiamo assieme nel campionato di San Marino (Domagnano), abitiamo vicini ed è più facile vedersi. Ogni tanto incontro anche Nicola Ravaglia che abita nella mia città, Forlì, e ricordiamo sempre i bellissimi momenti passati assieme».

Il soprannome “Guidone” da cosa è scaturito?

«Mi hanno sempre chiamato così, penso per l’altezza e perché ero amico di tutti dentro e fuori dal campo».

Ha trascorso cinque anni a Ferrara: le partite che le sono rimaste impresse?

«Sicuramente quando segnavo nel derby con la Reggiana (sorride, ndr)».

Era un difensore con il vizio del gol, nella Spal attuale vede un giocatore con le sue caratteristiche?

«Forse Vicari... Sì, mi piaceva inserirmi e fare gol di testa su corner».

Passando all’attualità, dopo più di un mese dall’inizio del campionato la Spal sta carburando ora. Come lo spiega?

«La Spal ha cambiato tanto, vi sono un direttore, uno staff, giocatori nuovi e di valore. Non è scontato partire subito bene, serve un po’ di tempo per creare un gruppo forte».

La Spal con Semplici e Vagnati ha chiuso un ciclo. Marino e Zamuner, con cui è ripartita, potranno dare la stessa impronta dei predecessori?

«La Spal di Semplici e Vagnati ha fatto grandi cose, Marino e Zamuner secondo me sono molto competenti e possono fare molto bene. Ho sensazioni positive…».

Che rapporto aveva con i tifosi spallini? Quanto incide giocare senza pubblico?

«Avevo e ho un rapporto ottimo, ancora adesso quando vado a Ferrara, con gli spallini storici ci salutiamo. Giocare senza pubblico toglie davvero tanto, il Mazza con il calore dei propri tifosi ti da una grande carica».

La Spal può avere l’obiettivo di risalire subito un A, o ci sono troppe variabili?

«Quest’anno è particolare, lo staff e la squadra sono attrezzati per salire ma le variabili sono tante. Bisogna anche avere un po’ di fortuna».

È stato allenato da Leo Rossi, Buglio, Labardi, Alessio, Dolcetti, Notaristefano e Remondina. Cosa ricorda?

«Ognuno di loro mi ha dato e lasciato qualcosa di importante. Li ricordo sempre con piacere, bellissimi gli anni trascorsi insieme. Rossi, solare e bravo tatticamente; Buglio voleva la squadra aggressiva; Labardi, una grande persona; Alessio, molto simpatico; Dolcetti, un rivoluzionario con molte idee; Notaristefano, bravo a gestire il gruppo e Remondina un generale che voleva le cose fatte bene».

Un saluto ai tifosi spallini?

«Un saluto caloroso a tutti, il vostro calore lo porto sempre con me e speriamo presto di poter risalire in serie A». —

Valentina Cristiani

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