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Breda e una gara speciale «Due squadre da vertice ma il campionato è duro Zamuner è un vincente»

Alessio Duatti
Breda e una gara speciale «Due squadre da vertice ma il campionato è duro Zamuner è un vincente»

Il doppio ex. Centrocampista sia della Spal che della Salernitana poi anche allenatore dei granata, compie una panoramica a 360º 

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l’intervista

Roberto Breda ha trascorso gran parte della sua carriera cullato dal golfo di Salerno. Vestito d’amaranto l’ex centrocampista ha collezionato 230 presenze, chiudendo poi la carriera nel 2005 proprio all’Arechi, prima di indossare i panni dell’allenatore. Nel 1992/1993, prima della lunga parentesi alla Salernitana, Breda aveva tuttavia portato anche la maglia della Spal.

Mister, cosa ricorda dell’esperienza ferrarese?

«Che innanzitutto era il mio primo anno di matrimonio (ride; ndr), ma battute a parte ho sempre riconosciuto Ferrara come una città molto bella, a misura d’uomo e non dimentico i tanti giri fatti in bicicletta. Purtroppo il risultato sportivo non è stato buono anche se i presupposti per creare un bel ciclo c’erano».

La 1992/1993 è stata la stagione in cui alla Spal ha incrociato Zamuner, poi partente verso Empoli…

«Sì abbiamo fatto qualche mese assieme, lui faceva parte di un gruppo storico che forse andava salvaguardato maggiormente, invece i tanti movimenti di mercato hanno snaturato un’ossatura che alla Spal avrebbe dato vantaggi. Zamuner oggi è un dirigente dalla mentalità vincente. Ha esperienza, ha fatto anche il procuratore, ora si trova in una piazza che per lui significa tanto».

Come vede questa Spal?

«A livello di organico parliamo dei primi tre posti. Questo è un gruppo che ha tutto per essere protagonista, ma sappiamo che il campionato sarà difficilissimo. Ci sono tante pretendenti: 7-8 sono davvero forti».

E della Salernitana cosa dice?

«Squadra importante. I risultati stanno agendo un pochino da medicina per l’ambiente visto il non idilliaco rapporto tra tifoseria e società dettato anche dal finale di campionato differente che la gente si aspettava l’anno scorso. La Salernitana ora è squadra solida, fisica e con ottime individualità».

Breda, che privilegio è stato aver giocato in stadi caldi come il Mazza e l’Arechi?

«Esperienze bellissime, anche se Ferrara sarebbe stato bello viverla con risultati migliori che avrebbero scaldato ancor di più il contesto. Devo dire che generalmente sia da giocatore che da allenatore ho sempre vissuto esperienze in piazze molto toste».

A parte Chiavari, nella sua ultima da avversario dei biancazzurri…

«Quella Spal di Semplici che poi ha vinto il campionato era un orologio. Ha scritto un’annata che rimarrà nella storia. Nei due confronti l’Entella è sempre rimasta in dieci uomini e al ritorno il rosso ricevuto nei primi minuti è stato deleterio per noi».

Tornando a Salerno, lì ha conosciuto il ferrarese Ruben Buriani nella veste di ds granata…

«Una persona seria e preparata. Un professionista. La stagione condivisa era stata un po’ travagliata e lui come dirigente doveva barcamenarsi in questa situazione non facile».

Breda ora è in attesa di una nuova panchina dopo la sfortunata stagione scorsa a Livorno. Dove ha conosciuto Viviani e Brignola. Cosa ci dice di questi due ragazzi?

«Mi dispiace che Federico si sia fatto ancora male perché so che ha tanta voglia di tornare ad essere protagonista. Ha solo bisogno di star bene perché può fare comodissimo. A Livorno, Brignola non ho praticamente mai avuto la possibilità di utilizzarlo: è un ragazzo entusiasta che necessita di continuità per tornare a mostrare le sue qualità». —

Alessio Duatti

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