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Comacchiese e Portuense provano a non mollare Gli altri team fermi

alessandro bassi
Comacchiese e Portuense provano a non mollare Gli altri team fermi

Le due formazioni continuano con gli allenamenti al campo Il Mesola ha il problema coi giocatori provenienti dal Veneto

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A campionati fermi, appare possibile proporre allenamenti individuali o comunque in condizioni adeguate e con i giusti distanziamenti: rimane la curiosità di come si stanno comportando le formazioni del territorio. In molti casi, le squadre sono ferme. Certo, la possibilità di allenamento individuale c’è, le tabelle consegnate agli atleti possono comunque essere seguite, ma ci sono molti problemi comunque. Problemi di date, di programmazione delle partite...

l’incertezza

In Eccellenza, praticamente tutti fermi. «I ragazzi hanno un programma individuale. Aspettiamo di vedere quando si riprende ma al momento, nell’incertezza sui tempi e sulle situazioni, meglio fermare tutto» spiega Federico Querzola, tecnico della Copparese.

«Noi avevamo provato ad andare avanti – afferma invece il dirigente esecutivo del Masi Torello Voghiera, Graziano Quarella – ma alla fine abbiamo deciso di fermare tutto. Potevamo mettere a disposizione lo stadio per gli allenamenti individuali, ma a questo punto si risparmia a dare un programma ai ragazzi e poi vedere quando si riparte. Poi si valuterà cosa fare per non restare fermi troppo tempo. E ci sarà anche la campagna dei trasferimenti di dicembre-gennaio...».

«Noi siamo fermi. I ragazzi – dice Marco Marani del S. Agostino – hanno un programma individuale da seguire. Il presidente è totalmente contrario alla interpretazione o all’aggiramento delle regole. In questa situazione, quindi, ci fermiamo. Aspettiamo la riunione di lunedì, per date e programmi, e poi vediamo come comportarci ma sulla base delle disposizioni nazionali».

tabella

«Anche noi siamo fermi. Con programma individuale, ma fermi – racconta il vicepresidente argentano Gian Pietro Mazzanti –: l’unico modo per andare avanti sarebbe fare un tampone a settimana per tutti, ma costa troppo e la federazione pare non intenda aiutare. Quindi, tanto vale fermarsi; si è bloccata anche la D. Si parla di iniziare a dicembre, a gennaio, a febbraio... Ma fino a quando le curve dei contagi non calano, cosa mai si può dire?».

Per la Promozione, situazioni simili e scelte diversificate. «Noi siamo fermi, in attesa di indicazioni, date e del risultato di tamponi» fa notare mister Luca Vinci della Centese.

«Noi - svela Edoardo Biondi, ds del Mesola - fino a qualche giorno fa siamo andati avanti e seguito tutte le norme, ma aspettiamo di vedere le prossime decisioni. Da quello che si dice noi potremmo avere dei problemi con gli spogliatoi e, soprattutto, uno fortissimo: mezza squadra viene dal Veneto. Se a noi fermano metà dei giocatori, e magari ad altre squadre no, ci sarà diversità competitiva. Vorremmo che la federazione ci tutelasse».

l’attesa

«A Casumaro - dice il ds Marcello Sfargeri - siamo fermi; aspettiamo di vedere in seguito, ma non chiamiamo la gente al campo. Abbiamo dato una tabella da seguire ai ragazzi». Oscar Cavallari, della Comacchiese: «Siamo stati fermi una settimana, poi abbiamo ripreso. Allenamenti non in gruppo, niente partitelle, con lavoro di forza e aerobico a giusti distanziamenti. Siamo quasi tutti del posto, a parte il gruppo dei sei ragazzi di Ferrara, ma adesso vedremo le prossime disposizioni».

«Alla Portuense – dice il dirigente Marinelli – non ci siamo mai fermati, ma sempre nel rispetto delle regole tra sanificazione e distanziamento. Per metterci a norma abbiamo investito molto e quindi continuiamo con convinzione. Ci fermeremo solo se dovessero ordinare di farlo». —

alessandro bassi

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