La carica di Salvatore «Paura di nessuno Voglio sempre di più»
Esposito senior ambizioso per sé e per la squadra E “difende” il fratello Sebastiano: «Lotta e si sacrifica»
ferrara
Una prova mostruosa, con la calamita tra i piedi, con innumerevoli giocate a due tocchi e condita da quella fondamentale casella caratteriale fatta di fame e di “cazzimma” che Salvatore Esposito sta continuando a dimostrare di possedere e di gettare sul campo all’interno del percorso di crescita. Contro la Salernitana il centrocampista del 2000 è stato letteralmente il migliore in campo, dominante dal primo all’ultimo giro d’orologio.
impatto
Una presenza costante, di certo mai banale, utile alla Spal di Marino per tessere la giusta tela nella fitta rete di passaggi (tantissimi) voluta dal mister e per filtrare con un senso della posizione tanto naturale quanto efficace le incursioni provate dagli avversari. In questo momento giocare e poter contare sulla presenza di Salvatore Esposito diventa illuminante per ogni compagno: la difesa si sente assolutamente protetta, gli esterni coinvolti, il vicino di reparto può stare tranquillo ed esaltarsi (vedi la buona prova di un ritrovato Missiroli), i trequartisti e gli attaccanti possono (e devono) stare sul pezzo perché la palla in verticale dai suoi piedi in qualche modo arriva sempre. Sì, una lista bella, completa e pulita con la matita rossa rimasta assolutamente inutilizzata nella verifica delle tante situazioni di gioco contro i granata di Castori.
maturità
Complimenti dunque a Salvatore, fratello maggiore dentro e fuori dal campo, sempre propositivo e a disposizione del giovane Sebastiano: un altro che per i colori estensi sta lottando su ogni pallone, pur restando al momento ancora all’asciutto in termini numerici di gol segnati.
«Siamo qui per la Spal e per i suoi obiettivi, così come tutto il resto della squadra». Le idee chiare di Salvatore, rimarcata da ulteriori concetti espressi chiaramente: «Personalmente sto cercando di fare quello che mi chiede il mister, ovvero di sbagliare il meno possibile e di giocare la palla in avanti. Da me stesso mi aspetto sempre di più, sono un ragazzo ambizioso e voglio sempre dare un contributo importante a questa società che mi fa sentire a casa».
Quello che si sta apprezzando è un giocatore che è stato visto crescere nel passaggio in Primavera sui campi di via Copparo, prima della gavetta esterna (molto utile) tra Ravenna e Chievo e di questo ritorno alla Spal dei grandi in B.
carta d’identità
Eppure, si tratta ancora solo di un ragazzo anagraficamente del 2000: «Quando si va in campo – dice il centrocampista – la carta d’identità non va mai guardata. In questo contesto voglio starci a lungo e spero di aiutare a raggiungere altri palcoscenici. Rispetto tutti, ma non ho paura di nessuno».
Infine il pensiero sincero, onesto e confortante sul fratello attaccante: «Sappiamo tutti che per una punta il gol è una componente fondamentale, soprattutto per un ragazzo come lui che è molto giovane. Magari non si aspettava un impatto così nella serie B, ma anche lui sta vedendo che in questo campionato c’è da lottare e da sacrificarsi. Lo sta facendo molto bene, sappiamo anche che alcuni gol sono arrivati grazie al suo lavoro sporco. Ci darà una grossa mano, ne sono convinto».—
Alessio Duatti
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