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Denunciati sette tifosi spallini per la testa di maiale al Centro

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La Digos di Ferrara ha denunciato sette tifosi spallini, tutti frequentatori della Curva Ovest dello stadio Paolo Mazza, per l'episodio della testa di maiale lasciata davanti al Centro sportivo della Spal di via Copparo lo scorso 30 luglio, nella notte successiva alla sconfitta 3-0 dei biancazzurri a Verona contro l’Hellas. Si ricorderà che oltre alla testa mozzata era stato affisso anche uno striscione che recitava «Via i porci da Ferrara».

le indagini

Adesso l'accusa per tutti è quella di minaccia aggravata. Gli agenti sono risaliti ai responsabili grazie al codice di allevamento stampato sul padiglione auricolare della testa dell'animale: setacciando infatti le macellerie della provincia di Ferrara hanno individuato l'acquirente, un ferrarese di 45 anni, frequentatore della Curva. Poi, analizzando il suo cellulare e le celle telefoniche che coprivano la zona del reato nel momento in cui è stato commesso, hanno identificato anche gli altri sei tifosi, tutti noti come appartenenti al gruppo ultras "Otto Settembre".

Ieri la Questura ha diffuso un comunicato che dettaglia i passi dell’indagine che hanno appunto permesso di giungere all’identificazione degli autori del gesto. Ricerche non semplici. «...Accertato che le uniche telecamere della zona non erano in funzione nel momento in cui era avvenuto il fatto, a causa di un guasto tecnico, gli inquirenti si concentravano sull’unico elemento che avevano a disposizione, ovvero il codice di allevamento stampato sul padiglione auricolare della testa dell’animale, parziale poiché l’ultima cifra era abrasa. Si procedeva con l’acquisire informazioni, dagli esperti del settore, su come funzionasse la filiera degli allevamenti dei suini ed in tal modo, con massimo tempismo, si riusciva a risalire alla provenienza del taglio in parola.

Si acclarava che il suino, da un allevamento del veronese, era stato regolarmente scortato presso un importante Macello del mantovano per poi essere venduto, nei vari tagli, in diverse macellerie del Nord Italia.

La Digos passava al setaccio le numerose macellerie della provincia di Ferrara riuscendo ad individuare quella che, in data 29 luglio u.s., aveva venduto una testa di suino proveniente proprio dal macello di cui sopra. Assunte le testimonianze del caso e acquisita la documentazione probante, gli inquirenti hanno così identificato, senza dubbio alcuno, l’acquirente un soggetto ferrarese - classe ’75 - frequentatore della locale Curva...».

soddisfazione

Dal canto suo il Questore Capocasa ha sottolineato: «In quella circostanza avevo stigmatizzato il grave episodio, assicurando che i responsabili sarebbero stati individuati; questa è la pronta, efficace risposta della Polizia di Stato nei confronti di coloro che attuano condotte illegali contro l’interesse della maggior parte dei tifosi perbene». —

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