Tamponi Lazio, un duello a colpi di continue perizie La difesa: «Nuovo esame»
[FIRMA&LUOGO]Bruno Guerriero<MC> / AVELLINO
[TESTO]Caos tamponi in casa Lazio, l’indagine della Procura di Avellino va avanti. E ci sono novità riguardanti l’inchiesta condotta dal procuratore facente funzioni di Avellino, Vincenzo D’Onofrio.
Partiamo dai risultati della «controanalisi» richiesta al laboratorio di Microbiologia dell’ospedale Moscati: la dottoressa Landi, incaricata dalla Procura, si è presa tempo fino a sabato per depositarli. Ma non è escluso che possa farlo anche nelle prossime ore. Smentite dalla stessa Procura tutte le illazioni sul caso: in un’agenzia di stampa diffusa la scorsa notte, si indicavano i primi risultati per tre giocatori della Lazio.
Ma nessun nome poteva venir fuori così come nessun risultato, considerando che stiamo parlando di ben 95 tamponi collegati a codici da decodificare e ancora non depositati. L’altra questione di natura tecnico-procedurale è l’istanza presentata dall’avvocato Innocenzo Massaro, che difende il laboratorio Futura Diagnostica dove si serve, da mesi, la Lazio, club guidato dal presidente Claudio Lotito. Si chiede di far sostenere la stessa analisi condotta al Moscati dalla consulente del Tribunale, con le attrezzature sanitarie del laboratorio irpino. Per quale motivo? Come spiega Massaro, «l’attrezzatura del Moscati, di ultima generazione, fa una profilazione dell’Rna di quattro profili, al contrario di quella del laboratorio irpino che si limita a tre.
Ma non solo. Parliamo di una situazione nuova e con scarsa casistica. Il mondo scientifico continua a dividersi anche sulla questione dei tamponi e sulle procedure da seguire. Al punto che spesso si trovano risposte contraddittorie tra laboratori con le stesse attrezzature rispetto ai risultati dei tamponi».
[SOTTOTITOLO]Risultati attesi entro sabato
<MC>Non è l’unica mossa. Il difensore annuncia la consegna alla Procura di altro materiale scientifico, a supporto, per quanto riguarda i sistemi di conservazione e della stessa procedura seguita dal laboratorio privato. Un bel rompicapo da risolvere. Non solo per la giustizia sportiva, che segue con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta irpina, ma anche per quella ordinaria. E, per ora, il confronto è di natura tecnico-scientifica. Il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica ipotizza i reati di falso in atto pubblico ed eventuale epidemia colposa. [FINETESTO]—
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