La Nuova Ferrara

Sport

Paolone, quando il tifo è solamente spallino: «Lì ho lasciato il cuore Credo in un bel futuro»

Alessio Duatti
Paolone, quando il tifo è solamente spallino: «Lì ho lasciato il cuore Credo in un bel futuro»

Pescarese di nascita, l’ex difensore è però rimasto legatissimo a Ferrara ed alla squadra per cui ha giocato in due stagioni 

3 MINUTI DI LETTURA





l’intervista

Il suo profilo Facebook è un vero e proprio pianeta spallino. Perché pur essendo assolutamente pescarese (nato nella località marittima di Montesilvano) Patrizio Paolone è rimasto un vecchio cuore biancazzurro dopo le due intense stagioni (dal 1993 al 1995) vissute in maglia Spal per 46 presenze complessive.

Con i colori del Pescara l’ex difensore non ha invece mai giocato: in Abruzzo ha vestito le maglie di Chieti e Lanciano, ma l’orgoglio delle proprie radici è sempre molto alto.

Paolone, alla Spal lei ci tiene davvero tanto…

«È inevitabile che sia così. A Ferrara e in quella società ho lasciato il cuore. La mia passione è spontanea, ho ricordi indelebili e anche negli ultimi anni quando ho potuto ho sempre visto le partite in Curva Ovest. Tra l’altro la mia compagna Raffaella è di Vigarano, è abbonata - almeno fin quando è stato possibile - proprio in quel settore dello stadio per cui il mio posto è proprio lì. Inoltre ho intenzione di trasferirmi definitivamente visto che negli ultimi due anni per vederci abbiamo fatto un bel po’ di chilometri tra Ferrara e Pescara».

È comunque fiero delle proprie origini…

«Assolutamente sì, ci mancherebbe. Per me significano molto. Pescara è una città vivace dove si sta benissimo. Qui sono nato e sono cresciuto. Ho un figlio di 22 anni che tifa Pescara, mentre io sono rimasto fedele al tifo per la Spal pur seguendo le vicissitudini di quello che succede qua. Non ho dubbi: questo sabato il mio cuore sarà per la Spal, e se ci fossero state delle condizioni normali sarei venuto allo stadio con mio figlio: io in Curva Ovest, lui nel settore ospiti; divisi per novanta minuti».

La Spal in cui ha giocato era davvero ricca di talento. Quel giugno del 1994 poi…

«È stato qualcosa di incredibile. Nella semifinale d’andata a Bologna eravamo entrati in campo sotto la loro Curva, per un attimo ci siamo guardati attorno, ma subito lo sguardo è andato dall’altra parte del campo dove c’era la... marea spallina. Eravamo decisamente in buona compagnia. Un’atmosfera incredibile, ai nostri gol è successo di tutto. Ma bellissima è stata anche la partita di ritorno con il nostro stadio pieno, con la sofferenza e la successiva liberazione finale. Sulla finale di Verona contro il Como, onestamente ero davvero convinto potessimo vincerla. Peccato, il calcio è anche questo».

Cosa ci dice invece di Giorgio Zamuner, attuale d.s. biancazzurro?

«Nel mio secondo anno alla Spal lui era capitano. A Ferrara è diventato una bandiera e prima o poi era inevitabile che tornasse, coronando così il suo sogno da dirigente. Ai tempi, nello spogliatoio era uno che andava d’accordo con tutti. Ovviamente ci si frequentava - come solito accade - per gruppi, io mi ero “preso” subito con gli abruzzesi Martorella e Bizzarri, mentre lui magari usciva più con Mezzini o Bottazzi, ma dentro lo spogliatoio eravamo uniti in maniera forte per l’obiettivo comune della Spal».

Che ne pensa della squadra attuale?

«Beh dopo le ultime prestazioni, in particolar modo quella contro la Salernitana, sono ottimista. È evidente che vi sia stato un cambio di mentalità altrimenti determinate giocate che stiamo vedendo non sarebbero potute esserci. Lo staff tecnico con mister Marino e Mezzini non si discute, il gruppo è di valore, per cui sono fiducioso».

E del Pescara di Oddo che opinione ha?

«A differenza della Spal qui la società è meno solida, tant’è che ora si legge sui giornali di una trattativa per la vendita che potrebbe anche essere imminente. Negli ultimi anni Pescara si è tolta delle soddisfazioni ma poi non ha avuto continuità. Diciamo che pesca bene dai prestiti dei giovani, ma non essendo giocatori di proprietà poi ogni anno bisogna ripartire. La squadra attuale ha grande qualità sulle fasce, inoltre c’è Maistro che per quanto ha fatto vedere finora è sicuramente l’uomo in più, ma in difesa pur essendo esperti sono un po’... fermi. Sabato a Ferrara gli uomini di mister Oddo si presenteranno sicuramente con un atteggiamento difensivo per poi tentare di ripartire in contropiede». —

Alessio Duatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google