Scurto, protagonista dal campo alla panchina Ecco il tecnico che valorizza la Primavera
L’allenatore siciliano si confida a 360 gradi, da una carriera interrotta a causa degli infortuni all’attuale esperienza alla guida dei giovani spallini
l’intervista
Il calcio giocato l’ha dovuto abbandonare all’età di soli 27 anni a causa di più di un infortunio che ne ha tormentato la carriera. Giuseppe Scurto si è poi reinventato allenatore. In maniera pressoché automatica, perché certe doti – pur seguite da studi e dal lavoro quotidiano – se si possiedono, vanno messe in campo. In questo caso, in panchina. Quella alla Spal è la sua terza Primavera dopo le esperienze di Palermo e Trapani.
Mister, il più importante torneo giovanile italiano si è dovuto fermare. Non crede che esso avrebbe meritato maggiore attenzione dagli organi competenti, ma anche da alcuni dei top club italiani?
«Credo di sì. La Primavera 1 è campionato molto significativo trasmesso interamente in tv, dà tanta visibilità ai ragazzi di talento che ci sono in Italia. Dispiace si sia fermato tutto, soprattutto per questi giovani che vengono personalmente penalizzati».
Voi come state lavorando per mantenere il più possibile in vista di un’eventuale ripresa?
«Stiamo cercando di allenarci a ritmi alti. E’ chiaro che senza lo stimolo della partita tutto diventa più difficile, ma vedo i ragazzi metterci grande impegno. Non dobbiamo mollare, vogliamo mantenere l’intensità per non arrestare i vari percorsi di crescita, che alla fine sono al cosa più importante».
A Ferrara non ci sono mai state tutte queste attenzioni per la Primavera…
«È una cosa che fa sicuramente molto piacere. Esser partiti bene ha fatto modo che attorno alla squadra si creasse quest’interesse: diciamo che lo viviamo come uno stimolo in più per far ancora meglio».
Èqui da agosto. Il mondo Spal se lo immaginava così?
«Sapevo di arrivare in una società importante e organizzata. Qui si lavora bene e ci sono le condizioni migliori per esprimersi. L’Idea che mi ero fatto prima di arrivare è stata confermata. Ho trovato grande attenzione verso settore giovanile».
Dettata anche dall’impegno del direttore tecnico Ruggero Ludergnani…
«Con lui ho un ottimo rapporto, fatto di confronti quotidiani volti a fare il meglio per i ragazzi. In questi anni ha fatto un grande lavoro, il settore giovanile della Spal è di ottimo livello, per cui non posso che fargli i complimenti».
E di mister Marino cosa ci dice?
«La sua carriera parla per lui. La Prima Squadra è sicuramente in ottime mani».
Torniamo alla Primavera. Come descrive la sua Spal?
«Una squadra molto aggressiva che cerca sempre di fare la partita. Nelle prime partite (4 di campionato, 1 di Coppa; ndr) abbiamo messo in campo le nostre caratteristiche che dovranno rimanere tali perché in questo torneo ci sono squadre importanti con molta più esperienza di noi. Certo, oltre al ritmo, c’è anche la tecnica che è sempre una cosa in più».
Più bella la vittoria con l’Inter dentro il Mazza o il derby di Bologna in trasferta con la rimonta finale?
«Dico quella con l’Inter perché la prestazione è stata migliore. Giocare allo stadio, contro una big e batterla in quel modo ci ha dato grande soddisfazione. Ma devo dire che anche vincere il derby in quel modo è stata una gioia».
Demba Seck è l’emblema che il lavoro prima o poi dà i suoi frutti?
«Sta facendo vedere cose interessanti. Stiamo sempre parlando di un ragazzo giovanissimo che deve continuare con umiltà e impegno. Per lui, ma anche per tanti altri, è importante seguire un giusto percorso graduale. Sono convinto che in tanti potranno togliersi delle soddisfazioni».
Vedi Moro e Cuellar?
«Non solo loro. Sicuramente hanno qualità importanti. Da parte nostra dobbiamo creare le condizioni migliori per farli crescere senza fretta. Non aspettiamoci che siano pronti subito per la Prima Squadra».
Quando riprenderà il campionato rivedremo la bella Spal conosciuta in avvio?
«Da parte nostra ci sarà naturalmente il massimo impegno. E’ chiaro che dopo un periodo così lungo di inattività non sarà semplice. E’ come se ripartisse una nuova stagione. Le incognite e le difficoltà sono tante, ma proveremo a farci trovare pronti». —
Alessio Duatti
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