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Natali, parla il “direttore” «Marino è davvero l’allenatore ideale Pescara in emergenza»

Alessio Duatti
Natali, parla il “direttore” «Marino è davvero l’allenatore ideale Pescara in emergenza»

Il ferrarese ha occupato ruoli manageriali in diversi club abruzzesi Segue da sempre le vicende spalline e inquadra la gara del Mazza 

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l’intervista

Nel vulcanico mondo del pallone per parecchio tempo ha ricoperto diversi ruoli, ed è per questo che ancora oggi chi incrocia Maurizio Natali nelle vie di Ferrara continua a chiamarlo “il direttore”. Un ferrarese doc, con conoscenze e competenze calcistiche; attento osservatore delle avventure biancazzurre, ma anche legato a diverse altre parti d’Italia per via delle molteplici esperienze professionali.

Direttore, cosa ha significato nella sua carriera la regione Abruzzo?

«È una terra meravigliosa, con tante caratteristiche purtroppo poco valorizzate. Spesso torno a trovare amici conosciuti negli anni del calcio. Pensate che Vasto inizialmente l’avevo conosciuta solo da turista mentre lavoravo per il Genoa e dovevo andare in Molise a Termoli. Sono legato a questa terra».

Pro Vasto e Lanciano sono state due parentesi formanti…

«Nel 2004 a Vasto mi chiamò Malavolta che nel mentre era anche presidente a Teramo, ero libero e accettai quest’esperienza con un mercato immediato dato dal fatto che la squadra aveva già giocato una partita in D per poi esser ripescata in C2. Passarono due stagioni e arrivò la chiamata del Lanciano di Di Stanislao con Claudio Anellucci (ex procuratore di Cavani; ndr) che mi fece la proposta. Ero un po’ in difficoltà perché a Vasto mi trovavo bene a tal punto che ero rimasto a vivere lì, lavorando per qualche mese per entrambe le società. A Lanciano ho ricoperto un po’ tutti i ruoli nelle scrivanie societarie, a fine di quella stagione ci siamo salvati e abbiamo fatto buone operazioni».

Col Pescara ha mai avuto contatti?

«Professionalmente parlando proprio durante quegli anni, visto che tra le squadre abruzzesi lì c’era il miglior settore giovanile e davano in prestito alcuni ragazzi che si sono rivelati interessanti: tra B e C hanno fatto un po’ di carriera».

E del Pescara di oggi cosa ne pensa?

«La filosofia del presidente Sebastiani è piuttosto nota, nonché simile a quella della famiglia Colombarini. Non vuole mai fare il passo più lungo della gamba con pazzie o spese folli per giocatori. Attualmente anche loro hanno tanti giovani interessanti in prestito e nel recente passato si sono tolti diverse soddisfazioni con la serie A».

«Il ds Giorgio Repetto lo conosco bene, ho visto qualche immagine di quest’anno: ultimamente Oddo ha cambiato qualcosina, non credo comunque faranno un campionato da protagonisti e già contro la Spal avranno una discreta emergenza dettata da diversi infortuni. Fanno giocare Maistro sulla linea dei trequartisti, un calciatore che sicuramente si è raffinato molto offensivamente, ma che è sempre più di quantità».

La Spal adesso fa per davvero?

«Ho sempre pensato che Marino potesse esser l’allenatore ideale, perché è vero che ci sono tecnici giovani molto bravi in B, ma dopo un’annata come la precedente serviva un profilo di questo tipo per recuperare mentalmente quei giocatori che non hanno nulla a che fare con questa categoria. Il mercato ha portato alcuni giovani di assoluto valore, il calcio praticato è propositivo e nell’ultimo periodo si sta andando al meglio. Se a gennaio il mister chiederà in maniera esplicita un attaccante con determinate caratteristiche credo sarà il caso di intervenire con un investimento, altrimenti se Marino stesso lo riterrà la squadra potrà anche rimanere così».

Confortanti anche gli inserimenti di alcuni Primavera…

«Ecco, anche lì si sta lavorando bene. Il mister è bravo e sono arrivati giocatori di qualità. Ovviamente la B è una vetrina diversa dalla A, che ti permette di far approcciare al calcio dei grandi alcuni ragazzi. Marino in questo ha l’occhio lungo, non ha mai avuto problemi sui giovani: se qualcuno è buono lo coinvolge».

Chi sono le favorite per questa cadetteria?

«Credo non ci sarà la super squadra che andrà in fuga. Per organici ed esperienza Lecce, Monza e Spal le ho sempre viste sopra le altre. Ma penso sarà un campionato battagliato ed incerto fino alla fine. Le rose lunghe faranno la differenza, anche tenendo conto del discorso Covid-19». —

Alessio Duatti

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