Maturità e soluzioni per arrivare in alto
l’ascesa
La prestazione della Spal contro il Pescara, ieri, può essere sembrata molto meno brillante rispetto ad altre, in particolare a quella con la Salernitana. Anzi, probabilmente non si è trattato solo di una sensazione. Biancazzurri non così strabilianti, intensi, dalla manovra avvolgente e financo ficcante, dal gran ritmo. Ma, perbacco, non bisogna fermarsi alle apparenze.
Intanto, la Spal ha vinto. Quarto successo di fila, impresa tutto tranne che banale. Poi, non ha incassato gol per la terza gara di fila, ed anche questo dato merita la giusta sottolineatura. Sommando le due cose, diremmo: squadra dalla precisa identità, compatta, sempre più convinta dei propri mezzi. Un complesso maturo, in fiducia, convinto, ben guidato. Altrimenti non si batte un Pescara tutto chiuso all’indietro. E non lo si fa dopo un paio di settimane travagliate: ritmo di campionato interrotto, giocatori via con le Nazionali, infortuni a togliere mezza difesa, Berisha isolato causa Covid (altrui, non suo), formazione obbligatoriamente mescolata, Okoli al debutto in B. Ecco, la Spal è andata oltre tutto ciò. Ha dimostrato che ha gioco (lo ha fatto anche ieri, pur essendo - come detto - meno scintillante) e che ha soluzioni: non avvertire il peso delle assenze è caratteristica da grande, è un segnale preciso e importante. L’ascesa continua, non a caso (al netto dai recuperi futuri e dalla gara di domani della Salernitana) la Spal adesso è seconda in classifica, al pari del Lecce, a -2 dalla solitaria capolista Empoli. E il bello è che appaiono evidenti ulteriori margini di crescita, inoltre si è pure sbloccato Sebastiano Esposito. Tutto molto promettente. —
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