Questo è un Salamon tutta testa Gol e difesa in salsa polacca
Il centrale difensivo spallino è tornato a segnare dopo la rete realizzata con il Cosenza Due esecuzioni quasi identiche e con Salvatore Esposito nel ruolo di assistman da corner
IL PROTAGONISTA
Un film già visto, ma con il finale che strappa applausi. Il risultato globale, questa volta, è completamente soddisfacente. Il gigante polacco Bartosz Salamon ci ha davvero preso gusto, così ha realizzato il secondo centro stagionale messo in rete di testa in questa prima parte di stagione, nella quale il difensore si sta rivelando particolarmente efficace e utile anche sotto il profilo realizzativo.
GESTO TECNICO
Una capocciata perentoria, uno stacco aereo davvero ben eseguito per tempistica e stile, capace d’indirizzare – senza troppi complimenti – il pallone dietro le spalle dell’esperto e incolpevole Fiorillo. Il tutto ancora una volta nella porta in zona Curva Est, così com’era accaduto contro il Cosenza alla seconda di campionato, sempre su calcio d’angolo battuto sotto la tribuna centrale con la collaborazione del solito Salvatore Esposito in veste di calibratore assistman: una fotocopia d’interpreti – con l’ulteriore complicità del tacco iniziale di personalità firmato Di Francesco – tutta da incorniciare e da tenere ben annotata negli schemi dello spogliatoio biancazzurro. Sì, perché nel calcio quando le cose si ripetono non sono scontate e men che meno banali.
ALLA GUIDA
Complice l’assenza di Vicari, nella gara di ieri contro il Pescara Salamon ha occupato il ruolo di difensore centrale nel cuore della retroguardia estense. Un cambiamento sostanzialmente naturale, per uno che in carriera ha conosciuto anche il posizionamento nel mezzo del centrocampo. Il calciatore in maglia 5 è stato sicuramente utile anche nella guida del giovane Okoli (buona la sua prova) situato proprio a pochi metri alla sua destra.
È stata una partita gagliarda e fisica, quella disputata da Salamon, che nella fase difensiva si è trovato spesso uno contro uno con Raul Asencio: nella circostanza del fuorigioco millimetrico (segnalato prontamente e in precedenza al contatto) il difensore aveva travolto proprio l’attaccante spagnolo di origini brasiliane in una circostanza che avrebbe punito la Spal con un calcio di rigore contro (e il punteggio era ancora ancorato sullo 0-0). È andata bene. Per il resto, il confronto tra i due è stato equilibrato, fino al contatto (fortuito) che a metà ripresa ha messo fuori causa la punta pescarese, uscita dal campo in barella e piangendo calde lacrime.
FINALE OK
Onestamente il Pescara ma non ha impensierito molto la difesa locale, ma Salamon e compagni si sono fatti trovare pronti e preparati nei rari tentativi del Delfino, portando a casa così il terzo incontro consecutivo senza reti subite nelle recenti quattro affermazioni consecutive. La griffe di prestigio nel recupero della ripresa ce l’ha messa anche Sebastiano Esposito, ma il timbro polacco si è rivelato determinante. Se volessimo proprio essere cinici nel giudizio remunerativo, si potrebbe affermare che 4 dei 15 punti della classifica spallina hanno sapore polacco. —
Alessio Duatti
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