Quel filo che lega la spal al sassuolo
C’è ancora tanto tempo, per carità. E le rispettive priorità sono rappresentate dai campionati, di A e di B. Ma il futuro Sassuolo-Spal, in Coppa Italia, non sarà match ordinaria, banale. Tanti i significati racchiusi nella partita che verrà.
La Spal è legata al Sassuolo da un filo non così sottile. Personaggi di un passato più o meno recente (Paradiso, Pellegrini, Selva, Max Allegri, Discepoli), l’attuale folta colonia spallina di ex neroverdi (Missiroli, Di Francesco, Sernicola, Sala, Brignola), gli ottimi rapporti tra le due società (come evidenziato dalle acquisizioni dell’ultimo mercato), il citato legame tra i mister De Zerbi e Marino. Ma, soprattutto, è la progettualità che deve e può rafforzare lo specchiarsi della Spal nel Sassuolo.
Non è un discorso di potenzialità economiche, già che quelle neroverdi sono inarrivabili, bensì di pianificazione, di modello di crescita, di crescita. Punti in comune ci sono, la stessa scelta spallina di potenziare le strutture ha trovato riscontro in ciò che il Sassuolo ha fatto con il Mapei Center. Certo, sempre in scala. Ma c’è dell’altro. Vedi la capacità di scovare e scegliere giocatori. Anche in prestito, perché no? Come il Sassuolo a suo tempo ha ottenuto Locatelli in prestito e poi lo ha valorizzato e poi lo ha acquisito e poi lo ha portato in Nazionale così la Spal può fare con i propri atleti, vedi quelli pescati proprio nel Sassuolo.
Sassuolo-Spal sarà l’anello di congiunzione di due realtà. Divise da un piano, che però la Spal potrà tornare a salire. —
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