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Mattioli vuole la serie A La promozione sarebbe un toccasana economico

a.d.
Mattioli vuole la serie A La promozione sarebbe un toccasana economico

Il “pres”: «Nel nostro bilancio attuale costi e ricavi sono sproporzionati»

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«Se torniamo in serie A certi problemi si risolvono, se rimaniamo in B si aggravano molto di più». Parola del presidente Mattioli, riassuntivo al punto giusto nell’ipotesi dello scenario economico proiettato nel futuro biancazzurro. La Spal come tutte le altre aziende (sportive e non) del Paese deve fare i difficili conti con i numeri nel suo caso dettati dalla precedente retrocessione, ma soprattutto accentuati (qui sorge il discorso globale) dall’emergenza sanitaria di questo allucinante 2020.

no main sponsor

Pur ancora priva del classico sponsor di maglia, la Spal non è stata abbandonata dall’imprenditoria nonostante le cifre siano per forza state ridimensionate: «Devo ringraziare tutti i nostri sponsor – sottolinea Mattioli – perché pur retrocedendo in B e pur vivendo come tutta Italia un momento difficile, hanno voluto rimanere al fianco della Spal dimostrando grande amore nei confronti di questa società. La prossima settimana faremo una videoconferenza per trattare alcuni temi. Era bello quando ci si poteva incontrare per eventi, cene, appuntamenti e nelle tante riunioni».

«Gli sponsor – prosegue il presidente – sono comunque tutti legati a noi e li ringrazio. È ovvio che vista la situazione gli importi si siano ridotti massicciamente. Nel nostro bilancio di oggi costi e ricavi sono sproporzionati, ma nessuno ci ha abbandonati per cui non posso far altro che ringraziare queste persone. In quel periodo di apertura dello stadio al migliaio di persone è stato bello ritrovare tutti quanti ad assistere alle gare. Spero che tutto questo possa ritornare alla normalità nel più breve tempo possibile».

investimenti

Negli ultimi anni la Spal ha fatto grandi investimenti sul fronte stadio, strumento per avere ricavi immediati, oggi non sfruttabile: «Riguardo all’indagine fatta siamo sempre in attesa di una risposta, ma il nostro stadio è perfetto ed è a norma. Oltre alla nuova rete “anti piccioni” della Gradinata avevamo in mente determinati lavori ma in questo momento sono congelati. Sui conti sapete che gli incassi da biglietti e abbonamenti ci hanno sempre dato la possibilità di ammortizzare gli investimenti ma adesso tutto ciò non può avvenire». Il presidente ha confermato il costante interessamento della famiglia Colombarini: «Il nostro lavoro quotidiano è volto anche a metter loro nelle migliori condizioni. Negli ultimi anni i nostri bilanci sono stati quasi sempre in pareggio e in caso di necessità sono intervenuti loro a ripianare qualche perdita. Quello della Spal è un impegno che ci siamo presi e che vogliamo mantenere, non preoccupatevi sotto quest’aspetto. E se non mi avete visto a una partita è solo perché c’è tantissimo lavoro da fare». —

a.d.

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