Quando la Corea della Spal si chiamava Entella Chiavari
All’inizio degli anni ’70 i liguri fecero perdere due tornei di C alla nobile decaduta E la “bestia nera” era tale Gittone, sia uomo assist che goleador per il ko del 1971
FerraRA
Orazio Gittone, chi era costui?
Visti i tempi, è ovvio che più di una generazione non lo sappia. Ma per chi in quegli anni già era malato di Spal, Gittone era una sorta di incubo, di “nemico” sportivo, di bestia nera della Spal.
Va detto che ogni squadra, nella propria storia, va incontro ad una propria Corea. Per i biancazzurri ce ne fu una contro l’Imola, un’altra al cospetto del Ravenna del macellaio (nel senso di professione nella vita, non di picchiatore) Ciani. Ma nulla, davvero nulla, in confronto al perdere punti, a venire sconfitti più di una volta, da una formazione sconosciuta e dal nome di un... torrente, di un fiumiciattolo lungo non più di una decina di chilometri..
Parliamo della C di inizio anni ’70. Spal nobile decaduta, due retrocessioni di fila a farla precipitare dalla serie A - frequentata fino al 67/68 - alla terza serie, una sorta di bestemmia calcistica. Amplificata dal fatto di dover giocare contro avversari quali Imola, Torres, Viareggio e - appunto - Entella. Con tutto il rispetto, ma caliamoci nella realtà di quei tempi.
Signori, era la Spal di Paolo Mazza. L’Entella Chiavari, mai affrontata in precedenza, viveva l’apice della sua storia, si era consolidata in C da alcune stagioni. E dal 69/70 al 71/72 avrebbe messo i bastoni tra le ruote della Spal, privandola di fatto di un immediato - o rapido - ritorno in serie B.
Primo anno. Vittoria di misura all’andata a Ferrara. Ma sconfitta 2-0 al ritorno a Chiavari, con doppietta di François imbeccato da Gittone. Orazio Gittone, lui.
Non sarebbero servite cinque vittorie consecutive - nelle ultime sei gare di campionato - per conquistare il primo posto, l’unico che dava accesso alla B: cadetteria persa per 2 punti, a vantaggio della Massese.
Peggio l’anno dopo. Pareggio 1-1 a Ferrara. “Sanguinosa” sconfitta nel ritorno a Chiavari: 1-0, gol decisivo, appunto, del solito Gittone. Serie B persa per 2 punti, promosso il Genoa. E, si badi, era la Spal di Marconcini, Vecchiè, Cairoli, Boldrini, Delneri, Malatrasi, Nando Donati...
Terzo incrocio, nel 71/72. Alla fine, Spal terza ed ampiamente lontana dall’Ascoli promosso con 12 punti più dei biancazzurri. Entella ultimo e retrocesso, ma comunque capace di imporre un doppio 1-1. Gittone in campo all’andata a Ferrara, per il più doloroso dei due pareggi.
Al quarto anno di C, senza... l’Entella tra i piedi, la Spal sarebbe stata finalmente promossa.
Lunedì sera, a Chiavari, verrà riannodato il discorso. Presupposti diversi. Dopo un precedente incrocio avvenuto l’11 febbraio 2017, dopo che all’andata (4ª giornata) i liguri avevano ripetuto uno degli scherzetti di inizio anni ’70, imponendo un 2-2 da far storcere la bocca. L’Entella era alla terza stagione consecutiva in serie B, la Spal di ritorno in cadetteria dopo 23 anni di assenza. Ed i biancazzurri, in quel febbraio 2017, marcarono il territorio, con una imperiosa vittoria 3-0 (Floccari su rigore, Mora e Costa in gol tra il 6’ ed il 17’ del primo tempo) propedeutica alla successiva conquista della storica promozione in serie A.
Corsi e ricorsi storici: hai visto mai? Serie B è serie B, adesso come poco meno di quattro anni fa. E la dinamica attuale è favorevole alla Spal.
Nel calcio, però, bisogna dare nulla di scontato. Mai. Di facile c’è niente. Una... Corea è sempre dietro l’angolo, se non si è bravi a fare in modo che non se ne creino i presupposti. Domani sera il gruppo spallino dovrà essere bravissimo e super attento. Dovrà far immediatamente dubitare l’Entella, metterle paura e non infonderle coraggio, costringerla all’angolo, colpirla e metterla al tappeto.
Solo così potrà venirne a capo. Solo così potrà evitare il materializzarsi di vecchi fantasmi sempre presenti nella memoria di chi quegli anni ’70 (lontani nel tempo ma così freschi nellamemoria) li ha vissuti, sempre orgoglioso e fiero della propria spallinità nonostante la caduta in disgrazia. Solo così potrà continuare la propria prepotente ascesa, conquistare una quinta vittoria consecutiva e proiettarsi verso nuove conquiste.—
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