Britos sposa la linea verde Ariosto «Salvezza ottenuta con le giovani»
ferrara
Dal 2017 l’italo argentino Carlo Alberto Britos, classe 1981 con alle spalle alcune stagioni da giocatore in Italia, è il tecnico dell’Ariosto pallamano Ferrara. Sotto la sua guida il club ha intrapreso una politica di rinnovamento, sfoltendo la rosa ed inserendo in organico giovanissime del vivaio. Una politica che sta iniziando a dare i frutti sperati. Il campionato di A1 femminile – arrivato a due turni dal giro di boa – sta osservando una lunga sosta che vede l’Ariosto al quinto posto in classifica, ma, eccezion fatta per le ferraresi, un po’ tutte le squadre devono recuperare alcune partite, due delle quali, con Salerno protagonista, si disputeranno nei prossimi giorni. Come dire che la graduatoria è soggetta a variazioni, con le zone alte in ogni caso più vicine alle ferraresi di quelle calde dei bassifondi.
A palla ferma è il momento giusto per fare il punto della situazione con il tecnico argentino. «Posso dire che fino a questo punto stiamo andando bene - esordisce Britos -; in stagione avevamo due obiettivi: la salvezza tranquilla e inserire le giovani in prima squadra e posso dire che piano piano stiamo raggiungendo questi target. Siamo a metà classifica e le nostre giovani stanno acquisendo minutaggi importanti nella massima serie».
«Al termine del girone di andata – prosegue il tecnico dell’Ariosto – mancano due turni che ci vedranno giocare a Leno per poi ospitare prima di Natale Oderzo. Le bresciane, che attualmente sono staccate di 7 punti in classifica, sono squadra che difende bene e prende pochi gol. Noi dovremo giocare sul ritmo, in contropiede, senza fare azioni ad attacco schierato».
«Oderzo è invece secondo in classifica – continua Britos – e con noi ha sempre dato vita a match giocati punto a punto. È l’ultimo incontro prima delle festività e vorremmo fare un regalo ai nostri tifosi».
Il match con Oderzo, aggiungiamo, potrebbe avere anche un pizzico di pepe in più dopo la polemica estiva legata al trasferimento dal veneto a Ferrara del giovane terzino Marinela Panayotova, una atleta classe 1991 di cui si dice un gran bene. Non a caso ora è il secondo miglior realizzatore in casa Ariosto. Questo trasferimento è stato aspramente contestato dagli opitergini. «Fermo restando che in A1 bisogna mai rilassarsi - va a concludere Britos -, se potessi mettere un desiderio sportivo sotto l’albero chiederei di poter raggiungere gli obiettivi prefissati grazie al nostro lavoro quotidiano, senza volare troppo in alto. Vorrei che l’ambiente fosse contento del processo avviato. Un po’ di tranquillità con l’occhio rivolto al futuro». —
Dario Cavaliere
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