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Marino, il diktat «Cattiveria e intensità»

Alessio Duatti
Marino, il diktat «Cattiveria e intensità»

Il mister: la qualità emerge e fa la differenza se c’è agonismo «Dobbiamo cercare di aggredire e fare la partita»

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Marino e la sua Spal hanno l’occasione di respirare l’aria rarefatta d’alta classifica.

Stasera però bisognerà fare i conti con una Virtus Entella affamata di punti e con il cambio tecnico di mister Vincenzo Vivarini (subentrato a Tedino), avvenuto la scorsa settimana, che parrebbe esser l’insidia principale della trasferta per tutti i contorni emotivi del caso.

essere pronti

«È vero – conferma Marino – quando c’è un cambio di panchina emergono subito stimoli in più e la voglia di dimostrare il massimo al nuovo mister. Generalmente penso anche che l’Entella abbia tutte le carte in regola per fare un buon campionato. E resta comunque il fatto che le partite in serie B sono tutte difficili sul piano dell’agonismo: dobbiamo farci trovare pronti con aggressività, intensità e cattiveria perché se mancano queste componenti diventa tutto sicuramente più complicato. La qualità può emergere e fare la differenza soltanto se l’agonismo non è inferiore a quello degli avversari. I risultati delle altre possono condizionare? Per noi deve cambiare nulla. Dobbiamo pensare a fare una grande partita senza guardare la classifica né come proiezione né per quanto riguarda la situazione dell’avversario. Le motivazioni e gli stimoli li abbiamo a prescindere, sapete che vogliamo vivere alla giornata e di voler trarre il massimo da ogni appuntamento».

AL MASSIMO

Il mister si è poi espresso sul fattore sintetico, ovvero il fondo del terreno di gioco che i biancazzurri troveranno in Liguria: «Forse loro sono più abituati rispetto a noi. Nel nostro centro sportivo abbiamo cercato di fare gli ultimi allenamenti sul campo sintetico per provare ad adattarci. Però, pensiamo solo alla partita: voglio una Spal al massimo fisicamente e mentalmente».

out e bolla

Poi sui singoli: «Floccari sarà tra i convocati. Vicari e Ranieri sono indisponibili come Okoli e non so quanto ci vorrà per recuperarli».

Spal che in questo momento ha Berisha positivo al Covid. Nei giorni scorsi le parole del presidente Mattioli avevano aperto all’ipotesi della creazione di una bolla di squadra per isolare tutto il gruppo nel mese di dicembre. Marino la pensa così: «Vediamo l’evoluzione generale della situazione. Di certo tutto quello che si farà è per il bene della Spal. Quindi nel caso ok, altrimenti ognuno di noi nel proprio ambito dovrà sempre tenere l’attenzione al massimo. Abbiamo visto che le difficoltà non finiscono mai».

IL GRUPPO

Sempre il presidente nella conferenza stampa prima del weekend aveva speso parole al miele verso Marino e la sua capacità di tornare a far quadrare l’ambiente dal punto di vista psicologico: «Abbiamo lavorato – dice il mister – ma la vera svolta è arrivata quando si è chiuso il mercato e di conseguenza sono finite le varie voci. I ragazzi hanno l’attenzione e la giusta concentrazione. Il gruppo è sano e non è stato difficile trasmettere le proprie idee dal punto di vista tecnico e tattico. Sentiamo pressioni sapendo che l’esito sportivo stagionale avrà un determinato impatto sui conti societari? Siamo fuori da queste dinamiche, dobbiamo pensare solo a fare il massimo nel lavoro. Se riusciremo a raggiungere gli obiettivi lo vedremo sul campo senza farci condizionare».

I PRINCìPI

Marino è poi tornato sui temi di Chiavari, parlando dell’approccio tattico della sua Spal: «Abbiamo costruito una fisionomia, non credo questa debba differire a seconda dell’avversario. Il nostro modo di stare in campo e le prerogative devono rimanere tali. Se poi gli avversari sono bravi e ci costringono nella nostra metà campo quello è un altro discorso ma la Spal deve sempre cercare di aggredire e fare la partita con impegno massimo a prescindere dalle caratteristiche dell’avversario. I ragazzi hanno lavorato molto bene, c’è tanta applicazione in quello che facciamo. Possibilità per Brignola? Non è una questione di pretattica, ma sapete che la formazione per una questione di rispetto loro la dico sempre prima ai giocatori». —

Alessio Duatti

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