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L’ANALISI 

Mister Marino gongola «Anche cambiando gli interpreti in campo la cattiveria resta»

Alessio Duatti

Il tecnico apprezza l’atteggiamento dei suoi Poi ammette: «All’inizio abbiamo un po’ sofferto Meglio nella ripresa»

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CHIAVARI (GE)

Le difficoltà della partita le aveva preannunciate a gran voce, nel primo tempo si è arrabbiato più volte con alcuni dei suoi ragazzi per qualche errore tecnico di troppo, nella ripresa è andata meglio e al triplice fischio si è messo nella tasca del suo giaccone tre pesantissimi punti, che valgono la seconda piazza.

«Siamo contenti della vittoria. Nel primo tempo - analizza mister Pasquale Marino - abbiamo sofferto l’impatto col terreno di gioco, sicuramente più veloce rispetto alle abitudini, che ci ha fatto commettere errori che di solito non facciamo. Sapevamo di affrontare una squadra aggressiva, con tanti brevilinei pericolosi nelle ripartenze. Nella ripresa è andata meglio, abbiamo saputo soffrire e concedere meno».

La Spal non prende gol da quasi 500 minuti: «I ragazzi si stanno applicando – sottolinea il tecnico siciliano –, la cosa positiva è che, pur cambiando gli interpreti, l’atteggiamento e la cattiveria agonistica rimangono intatti. Il nostro gol? Lavoriamo molto sulle palle inattive, ho già spiegato che la squadra è attenta a chi propone questo tipo di lavoro, ossia il mio vice Mezzini, e diciamo che a volte quando non si riesce a segnare su azione, perché gli avversari non te lo consentono, bisogna sfruttare al meglio i calci piazzati, che sono un’arma importante: abbiamo gente che li calcia bene, ma anche centimetri da mettere in area».

Subito dopo il gol biancazzurro, proprio Mezzini si è avvicinato a Marino dicendogli un qualcosa che…: «Sinceramente non ricordo – scherza il mister –, mi dice talmente tante cose che mi è scappato di mente».

Chiusura con il commento al finale di gara: «Qualcuno dei miei era un po’ stanco, ma dovevamo gestire il vantaggio senza rischiare loro occasioni e credo che alla fine ci siamo riusciti, perché il nostro portiere non è stato impegnato». —

Alessio Duatti

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