La Spal sa anche lottare usando l’umiltà Ora è in vetta e può rafforzare la posizione
Non omologato l’1-0 della Salernitana a Cosenza. Il turno alle porte ricco di scontri diretti. Battere il Pisa varrebbe molto
Ferrara
Non è solo una questione di record, intesi come aspetti statistici. No, qui conta soprattutto il lato concreto. Gli obiettivi, da conquistare. Raggiungibili.
Se sabato dovesse battere il Pisa, allora la Spal otterrebbe la 6ª vittoria consecutiva. E potrebbe consolidare quel primo posto in classifica che ieri le è stato di fatto consegnato dalla decisione del giudice sportivo di non omologare la vittoria della Salernitana a Cosenza (gara contrassegnata dal minuto in cui i calabresi avevano dodici uomini in campo). Spal in vetta a 18 punti con Empoli e Lecce, poi si vedrà che accadrà. Il turno alle porte dice: Salernitana-Cittadella; Lecce-Venezia; Pordenone-Empoli; Frosinone-Chievo. Ciò significa che, Spal esclusa, si affrontano tra loro le altre squadre che si trovano racchiuse nelle prime dieci posizioni della classifica. Imponendosi al “Mazza”, i biancazzurri potrebbero dare ulteriore lustro al loro grande momento: 5 gare, 5 vittorie, 9 gol fatti e 0 subìti, 15 punti.
L’affermazione di lunedì notte nel plastificato e scivoloso trappolone di Chiavari ha confermato l’imperiosa lievitazione della Spal, di cui i risultati sono il riflesso ed il premio finali. Pur priva di Berisha, Vicari, Ranieri, Okoli e Castro - e con Dickmann poi uscito per infortunio - la squadra di mister Marino ha perso nulla della propria identità, della propria sicurezza, della propria compattezza. Di più: ha esaltato lo spirito di corpo, la disponibilità alla lotta ed al sacrificio dei singoli e del collettivo. Una Spal capace di indossare con umiltà il bleu de chauffe, come direbbero i francesi. È un argomento in più, tipico delle grandi squadre, che quando non possono imporsi - per un motivo o per l’altro - attraverso l’espressione di una qualità superiore, non esitano a ricorrere ad argomenti di solido pragmatismo.
La Spal non ha incassato gol per la quarta partita di fila, la quinta considerando quella di Coppa contro il Monza: tutto ciò non accade per caso. Se manca Berisha ed entra Thiam, se sta fuori Salamon e gioca Ranieri, se non ci sono Vicari e Ranieri e debutta Okoli, se viene meno pure Okoli e c’è Sernicola in difesa centrale ma la Spal continua a vincere ed a mantenere la porta inviolata, allora significa che si è al cospetto di una Squadra.
Il bello, ed il difficile, vengono adesso. Intanto, infilare sei vittorie consecutive è impresa ben difficile, per chiunque. Soprattutto in questa epoca, che per vicinanza di gare e fattori extra calcio fa sì che sia complicato mantenere regolarità, continuità, performances di alto livello. Gli esempi sono davanti agli occhi di tutti, anche in serie A. La Spal deve raccogliere pure questa sfida, e farlo in un’occasione in cui non sa se recupererà qualcuno, e chi (a parte Castro che ha scontato la squalifica), e - anzi - dovrà rinunciare pure a Dickmann. Ma ormai ci si sta abituando ad una Spal capace di andare oltre ogni ostacolo. —
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