Marino: «Spal, attenta a quei due là davanti Però non snaturiamo il nostro gioco»
Il mister inquadra la gara con i nerazzurri toscani e mette in guardia dai due attaccanti, ma senza abdicare al proprio modo di proporsi
LAVIGILIA
La Spal di Pasquale Marino si appresta a disputare il decimo turno di campionato contro un Pisa di cui il tecnico siciliano si fida ben poco. Il mister biancazzurro ha alzato più di un’antenna in vista del match di oggi pomeriggio al “Mazza”, conscio che le statistiche e quello che è stato finora il rendimento stagionale delle due squadre non andranno in campo. Dunque, massima concentrazione e dedizione, con Francesco Vicari dato nella lista dei disponibili anche se c’è da ipotizzare che sul difensore non verranno presi rischi iniziali, vista anche l’ottima performance offerta a Chiavari dal trio Salamon, Tomovic e Sernicola. In ogni caso, come al solito, il mister non svela l’unidici di partenza.
Mister, il mese di dicembre potrà risultare determinante, viste le tante gare in programma e una classifica che avrà effetti sul calciomercato?
«Sarà un periodo importantissimo, perché ci saranno tante partite, che speriamo di affrontare recuperando più uomini possibili, in modo tale da gestire le energie in questi turni ravvicinati. Con la rosa al completo si potrà far bene».
Quale può esser la causa di tutti questi infortuni muscolari nell’ultimo periodo?
«Sono cose che capitano. Si tratta di muscoli diversi e dinamiche diverse. Quando arriva il freddo e una squadra dà sempre il massimo, giocando con intensità, può succedere. Siamo in linea con tutto quello che capita anche agli altri».
Il Pisa ha di gran lunga la peggior difesa della serie B. Un vantaggio per la Spal?
«No, perché non dobbiamo fermarci a guardare solo i numeri, sennò sbagliamo tutto. Penso sarà una partita da affrontare con le pinze, perché loro sono una squadra che sa giocare al calcio e che l’anno scorso ha fatto un buon campionato, con un’identità ben delineata. Sotto questo punto di vista, se pensiamo che sarà una gara facile solo guardando le statistiche, rischiamo di andare incontro a una brutta figura».
Che atteggiamento bisognerà avere?
«Fare attenzione massima ai loro giocatori davanti, che sanno fare bene in questa categoria e che hanno grande qualità. Per il resto, il nostro modo di stare in campo nelle due fasi è quello e non varieremo per adattarci agli avversari. Portiamo sempre avanti la nostra identità».
Con l’assenza di Dickmann potrebbe tornare a dar un po’ di spazio e continuità a Strefezza?
«Ancora non ho deciso. Poi sapete che preferisco dire la formazione ai ragazzi».
Com’è l’umore del ragazzo in questo avvio di stagione non semplice per lui, dopo la titolarità in serie A dell’anno scorso?
«Un allenatore si deve preoccupare dell’umore del gruppo e quando una squadra va bene tutti devono avere entusiasmo e voglia di dare una mano. È importante che tutti stiano bene dal punto di vista del morale, perché il calcio è uno sport collettivo».
La possibilità di toccare la vetta della classifica rappresenta un ulteriore stimolo?
«Gli stimoli li abbiamo sempre. Quelli servono nella quotidianità, negli allenamenti e in tutto quello che facciamo con entusiasmo. Ripeto sempre che quello che si fa in settimana poi si vede in partita. In questo momento la classifica non la guardiamo, cerchiamo solo di trarre il massimo da ogni circostanza».
Come ha vissuto l’ambiente la notizia del ricovero di Berisha?
«Sicuramente c’è stato dispiacere, ma il nostro staff medico ci ha tranquillizzati, comunicandoci che si è trattato di accertamenti di rito per quello che comporta questo virus».
La mancanza di pubblico continua a farsi sentire…
«Pesa tantissimo. Giocare con il pubblico in uno stadio come il nostro per noi sarebbe un valore aggiunto. Speriamo di avere l’appoggio della nostra gente non appena tutto questo si risolverà». —
Alessio Duatti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
