La Tramec cade a Napoli ma a testa alta
Contro una big del girone e priva di Sherrod e Cotton impossibile fare di più. Centesi coraggiosi e crollati solo al 35’
napoli
In queste condizioni, impossibile fare di più. Senza gli americani Sherrod e Cotton, la Tramec gioca una partita dignitosissima al Palabarbuto di Napoli contro una vera corazzata. A sua volta priva del bomber Mayo. I venti punti di scarto alla fine non rendono onore a Cento, di fatto rimasta in partita, seppur sempre a distanza di almeno 10 punti, per 35’. Prima che le energie sparissero del tutto.
La Tramec ha perso mostrando carattere, provando a reagire ad ogni scossone della fortissima Gevi, senza farsi umiliare. Napoli ha condotto dall’inizio alla fine, ma ieri Cento non ha mai mollato. In queste condizioni giusto accontentarsi di quanto si è visto.
Asfissiante fin da subito la difesa di Napoli, nonostante tutto la Tramec è ammirevole: con orgoglio gioca una buona pallacanestro; lineare con giocate ben costruite e ricerca costante dell’uomo più libero. La Tramec, con le rotazioni così limitate, usa molto la zona sfidando i tiratori campani. La differenza in campo è evidente: Ranuzzi e Leonzio danno ossigeno a Cento che vuole vender cara la pelle. Non sfigura neppure Saladini contro il pressing, aiutato sui raddoppi da Gasparin; uno scossone lo dà Uglietti nel secondo periodo: 33-21. La fisicità di Napoli è devastante, ma la Tramec non vuole ancora mollare, trova la forza di correre e buttarsi dentro per restare in partita. Lo fa con Moreno, lo fa con Leonzio. Fallucca colpisce ancora dalla distanza, è presto per arrendersi. Dopo l’intervallo lungo cresce l’intensità difensiva dei campani, Parks e Monaldi fanno il vuoto: 48-32 al 24’. Ma non si molla, Fallucca da tre e un bel gioco a due chiuso da Petrovic riavvicinano la Tramec. Sotto i tabelloni la sfida è impari, ma Ranuzzi senza paura si butta dentro segnando un paio di canestri: 63-53 al 35’, prima che si stacchi la spina. La Tramec, stremata, subisce gli ultimi canestri che fanno il vuoto. —
Simone Gagliardi
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