Pierobon, che emozioni «Ricordi sportivi e umani Spal la più forte col Lecce ma a vogliamo l’impresa»
L’ex grande portiere biancazzurro, ora allenatore dei guardiani del suo Cittadella, tra passato, campionato e la sfida di sabato
l’intervista
Il tranquillo e serio ambiente di Cittadella lo conosce come pochi altri. Perché Andrea Pierobon lì è nato, è cresciuto e ha chiuso una lunga e meravigliosa carriera da portiere dentro la quale spiccano anche le 264 occasioni (in 8 stagioni) da guardiano dei pali biancazzurri alla Spal. Nell’estate del 2015, all’età di 46 anni, ha annunciato il ritiro dal calcio giocato, entrando nello staff tecnico del “Citta” come preparatore dei numeri uno. Ruolo che ricopre tutt’oggi con estremo entusiasmo.
Andrea, le sue strade e quelle della Spal s’incontreranno di nuovo…
«L’effetto è sempre bello, quando penso alla Spal mi vengono in mente gli anni trascorsi a Ferrara da protagonista in una grande società del calcio italiano ed a contatto con una tifoseria che ha sempre mostrato grande amore verso la maglia. È un piacere incontrarsi nuovamente: ho seguito gli anni di serie A perché dopo il Cittadella la Spal è la mia seconda squadra e quando sono stato premiato dal presidente Mattioli sotto la Ovest ho vissuto una grande emozione. Di Ferrara ho un gran ricordo sportivo ma anche umano».
Lì a Cittadella negli anni continuate sempre a fare le cose per bene…
«Ovviamente ho da sempre un grande legame con questa società. Cittadella è un’isola felice, ma non pensate che vi sia assenza di pressioni perché negli ultimi anni le ambizioni sono cresciute molto. In 4 anni abbiamo fatto 4 play off e in uno di questi contro il Verona siamo stati a 20 minuti dalla A. La cittadina di 20.000 abitanti è piccola, ma cerchiamo di fare le cose in maniera giusta, lanciando i giovani e dandogli possibilità. Ognuno qui ha il suo compito. Marchetti e Venturato sono due figure fondamentali e di grande competenza calcistica».
Che idea si è fatto della Spal di Marino?
«Sta facendo molto bene, è in salute, i numeri parlano chiaro. Credo che assieme al Lecce sia una spanna sopra tutte le altre anche se penso che questo sia il campionato di B più difficile degli ultimi 10-15 anni visto che almeno una decina di formazioni possono ambire alla promozione. Serve avere continuità nei risultati».
Sarà un Cittadella ancor più determinato dopo l’amaro in bocca di Salerno?
«Dispiace perché nel turno precedente sul campo della capolista avremmo meritato di vincere e invece abbiamo perso. Il calcio è anche questo. La Spal è una corazzata: sarà una partita difficile ma ci proveremo mettendocela tutta, d’altronde siamo abituati a cercare certe imprese. Si affrontano due squadre che cercheranno di giocare a calcio con le proprie idee, con intensità».
Berisha è il miglior portiere della B?
«Sì, il curriculum parla chiaro. Ha sempre giocato in A, ma non solo: l’ha fatto a livelli e in piazze davvero importanti».
E di Demba e Minelli che pensa?
«Thiam lo seguivo dalla Primavera. La sua prestanza fisica faceva già impressione ma negli anni, grazie alle esperienze fatte in giro e al lavoro con Scalabrelli, è migliorato nettamente. Minelli è un giovane che però ha già tanta esperienza in B: direi che la Spal non ha problemi nel reparto».
A Cittadella avete Luca Maniero e Elhan Kastrati.
«Sono entrambi giovani ma con qualità. Lavorano bene poi ovviamente ci vuole pazienza. Spero possano far bene e magari prendersi soddisfazioni come hanno fatto Paleari e Alfonso». —
Alessio Duatti
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