«Finalmente la A2 a Cento, ma è una festa a metà»
Basket. Domani contro S. Severo per la Tramec prima storica partita nella massima serie nel suo palazzetto. Però a porte chiuse e i fan soffrono
l’emozione
Prima della storia in serie A2 per la Benedetto XIV a Cento: domani alle 18 debutto stagionale interno contro San Severo. Nella “maledetta” annata 2018/2019 i biancorossi, prima di Giovanni Benedetto poi di Bechi, dovettero convivere con l’esilio forzato al PalaSavena di San Lazzaro, durato anche per tutta la scorsa stagione in serie B. Ora l’A2 assume qualcosa di magico perché finalmente vissuta sulla carta e giocata fisicamente a Cento nel rinnovato e ampliato Pala Benedetto, ribattezzato Milwaukee Dinelli Arena. Però una gioia a metà perché purtroppo le porte dell’impianto rimarranno chiuse per via delle restrizione dovute alla pandemia in corso. C’è un po’ di rabbia, ma anche ottimismo perché prima o poi qualcosa cambierà. È un male comune e non è colpa di nessuno.
l’attesa
I tifosi della Tramec, per ora, dovranno accontentarsi di sentire la squadra vicina, più vicina di quanto fosse a San Lazzaro e non è poco. Ma per vederla dal vivo dovranno aspettare: «La serie A2 è una “roba” che quando eravamo piccoli potevamo solo sognare -afferma Gian Carlo Talassi uno dei fondatori della Fossa dei Leoni negli anni ’70, uno che della Benedetto fu anche presidente nel 1995 per salvare il titolo sportivo -; passare dagli spareggi della serie D alla A2 a Cento è un grande salto, si realizza il sogno di una vita per tutti i tifosi biancorossi. E diventerà ancor più storico quando la gente potrà entrare al palazzetto, lì sarà l’apoteosi. Tutti speriamo che le cose possano migliorare e magari tra qualche mese col vaccino qualcosa potrà cambiare: non è facile seguire la squadra per i tifosi di oggi che fanno sacrifici e sono costretti a rimanere a casa. Di certo la serie A2 a Cento è davvero un grande traguardo».
ossessione
«Un’emozione grande che viviamo con la morte nel cuore perché non si potrà entrare, anche se oggi i problemi sono altri e ben più grandi. Abbiamo inseguito questo risultato per anni, follemente - dichiara Carlo Poli, uno dei leader degli ultras della Benedetto a metà degli anni ’ 90 -; noi siamo sempre andati dappertutto, negli autogrill ci facevamo la foto vicino alla lettera A. Ci rincorreva, era diventata un’ossessione. Prima o poi dovevamo conquistarla. Penso ai tempi di Scafati, di Castelletto... E non solo. Adesso ci siamo ,ma la sofferenza fa parte della nostra storia. Siamo saliti in A2 due anni fa e non c’era il palazzetto, saliamo quest’anno e purtroppo c’è il Covid. Tutte cose che ci hanno sempre fatto crescere, lo zoccolo duro non molla mai».
leader
Ed ecco Alessandro Maretti, il leader degli Old Lions, il gruppo oggi più vicino alla Tramec: «È un debutto a Cento in serie A2 che ci fa soffrire, purtroppo non ce lo godiamo in pieno. Abbiamo sofferto 30 anni, abbiamo la A2 a Cento e non ci saremo. Farsene una ragione è davvero dura. Io posso solo immaginare cosa sarebbe stata la prima partita in serie A2 a Cento con noi dentro al palazzo. Il pubblico a Cento influisce e noi 6 o 8 punti alla squadra li regaliamo. È chiaro che non siamo i soli a doversi lamentare, il fattore campo è azzerato per tutti. Ma torneremo, prima o poi torneremo».
Intanto proseguono gli allenamenti in vista del match contro San Severo. La squadra, salvo sorprese dell’ultima ora, sarà al completo. Tornano a disposizione anche Sherrod e Cotton. Giocheranno ma nelle gambe avranno ancora pochi minuti. —
Simone Gagliardi
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