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Spal, niente primato A Cittadella un ko che costa il sorpasso

Paolo Negri
Spal, niente primato A Cittadella un ko che costa il sorpasso

I biancazzurri vincendo sarebbero saliti da soli in vetta superando la Salernitana Invece una brutta prestazione porta alla sconfitta: la squadra scivola al 3º posto

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Paolo Negri

/ INVIATO A CITTADELLA (PD)

A giochi fatti. La Spal è scesa in campo per chiudere il programma dell’11ª giornata, conoscendo quindi i risultati delle rivali. Sostanzialmente ottimi: la capolista Salernitana sconfitta a Brescia, pari nel big match Lecce-Frosinone. Solo l’Empoli ad esultare, con tanto di sorpasso sui biancazzurri però padroni del proprio destino: un successo a Cittadella avrebbe fruttato il primo posto in solitudine. Come non detto. Né vittoria né pareggio. Bensì una meritata sconfitta 2-0 maturata nella ripresa ma logica per l’andamento globale del match, il peggiore giocato quest’anno dal gruppo di mister Marino. Interrotta la serie utile (sei successi di fila), interrotta la serie di cinque gare senza reti al passivo. Squadra ora terza, a -2 dal primato.

schieramenti

Spal in campo con la stessa identica formazione inizialmente schierata contro il Pisa. Sempre indisponibili Berisha, Okoli, Ranieri e Dickmann. Prima presenza per il neo-acquisto Minelli: il portiere va in panchina, dove ritrova posto il giovane attaccante Seck, che evidentemente mister Marino valuta potenzialmente utili per gli sviluppi della gara.

Quanto al Cittadella, ampissimo turn over: Venturato ne cambia cinque rispetto alla sconfitta di Salerno.

gara rognosa

Subito ritmi alti. Cittadella aggressivo, si gioca in spazi stretti. La Spal prova ad uscire in palleggio, costruendo. Animi che si surriscaldano quando un fallaccio su Valoti non viene sanzionato col giallo ed oltretutto l’arbitro interrompe il contropiede biancazzurro non accordando il logico vantaggio. Il mister locale Venturato ha la bella idea di prendersela con Paloschi, e Marino giustamente riprende il collega invitandolo a parlare con i suoi, di giocatori. Gara bloccata, con più malizia D’Alessandro potrebbe guadagnarsi il rigore ma vuole restare in piedi a tutti i costi. Match assai scorbutico, avversario rognoso e che più di una volta arriva per primo sul pallone. La Spal resta ordinata ma ci vuole un grande Demba Thiam per impedire il vantaggio locale. Impressione: i biancazzurri dovrebbero giocare di più, curare il possesso, manovrare maggiormente e meglio. Non ci riescono abbastanza. E manca quella giusta precisione sia in uscita che nell’ultimo passaggio (un esempio: quando Di Francesco al 33’ manca l’infilata per Paloschi). Mettiamoci pure che il “Citta” non dà varchi, aggredendo molto su Castro e Valoti e spendendo pure il fallo tattico nella metà campo spallina per bloccare sul nascere l’azione. Bisogna vedere se continuerà a tali ritmi. Di certo nel finale di tempo la Spal soffre.

sofferenza e cedimento

Nella ripresa la falsariga non cambia. Partita da trincea. Il palo salva la Spal. Poi serve il miracolo di Thiam. Così non va. Infatti, arriva la capitolazione, su una palla in area da calcio piazzato: questa volta l’inserimento di Proia viene premiato. Marino allora ne cambia tre una volta, lo stava facendo già un attimo prima del gol subìto. Ma nella sostanza nulla muta. La Spal non esprime una reazione vera e propria non cambia marcia, non trova fluidità, gioco, contromisure, efficacia. Il suo primo tiro in porta arriva al 38’, ed è un tiretto. In contropiede il raddoppio locale. Giù il sipario. —

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