De Franceschi e Pellissier, gli ex sono i d.s.
In Spal-Chievo di domani “confronto” dietro la scrivania Storie parallele del vice di Zamuner e del manager clivense
ferrara
Vaisanen, assente. Dickmann, assente (salvo recupero eventualmente certificato in data odierna,ma non per giocare dal 1’). Salvatore Esposito probabilmente in panchina nell’ottica del turn over. Tomovic, probabile titolare. Spal-Chievo, gara degli ex senza... gli ex. Almeno non tutti. Almeno non dall’inizio. Ma la partita di domani sera non rimarrà priva di chi ha vestito la casacca della squadra avversaria. La sfida degli ex avverrà anche dietro la scrivania. Sarà quella trai direttori sportivi. Quella tra Ivone De Franceschi e Sergio Pellissier. Che tra l’altro sono anche stati compagni di squadra, proprio nel Chievo.
così in gialloblù
Casa Spal. “Checchi” non è il d.s. di fatto, nel senso che il suo ruolo ufficiale è quello di principale collaboratore di Giorgio Zamuner, titolarissimo del trono. Ma De Franceschi lo è a tutti gli effetti, già che l’incarico lo ha ricoperto sia al Padova che al Venezia. Dunque, lo si può ben chiamare direttore.
Attaccante, fantasista, trequartista, ala. Cosa è stato esattamente Ivone? Da calciatore, intendiamo. In estrema sintesi: un grande giocatore. Che come tanti grandi giocatori non ha avuto tutto quanto il suo talento avrebbe meritato che gli venisse riconosciuto. La Spal l’aveva sfiorata, e per sua fortuna non ci era arrivato. Di sicuro restiamo persuasi di una cosa: se dopo l’esaltante avventura allo Sporting Lisbona (Leoni riportati al titolo di campioni; miglior straniero del campionato) fosse rimasto in Portogallo, la sua stella sarebbe stata più rilucente.
Invece il Venezia, proprietario del cartellino, lo riportò in Italia, per altro sballottandolo tra andate e ritorni. Mah... Tant’è, la storia non si riscrive. E la storia dice che De Franceschi nel 2002 approdò al Chievo. Il grande Chievo di Gigi Delneri. Concorrenza aspra. Modulo 4-4-2 forse - forse - non propriamente calzante alle caratteristiche del talento padovano. Capace comunque di dispensare sprazzi della sua classe, maglia numero 7 (grande) sulle spalle. Capace di decidere Chievo-Piacenza 3-1 con una doppietta mica banale: primo gol con zampata sottomisura su tocco di...Sergio Pellissier. Raddoppio con esplosivo sinistro al volo. Corse sotto la Curva dei Mussi, saltando i cartelloni pubblicitari del “Bentegodi” così come scartava gli avversari.
La stagione dopo, cessione a gennaio. Ma un gol, se ricordiamo, lo segnò in Coppa Italia. Un anno e mezzo a Verona, comunque, che permise di stabilire il sodalizio con Pellissier.
così in biancazzurro
Che al Chievo ci era arrivato pure lui nel 2002. Dal biennio alla Spal, pur se il cartellino era formalmente già dei veronesi. Non cambiamo idea. Se in quella stagione 2000/2001 di C1Pellissier (approdato in biancazzurro a gennaio) non si fosse infortunato, i destini della Spal sarebbero stati altri. Impatto devastante, quello dell’esplosivo attaccante. Scatti, profondità e gol. Difese avversarie aperte. Spal trasformata. Con lui (3 gol), 4 vittorie e 3 pareggi. Nelle gare dell’indisponibilità, 1 successo, 1 pareggio e 2 sconfitte. La rimonta play off andò a farsi friggere, per dirla con un francesismo.
L’anno dopo, ben 14 reti personali servirono solo ad evitare le sabbie mobili. Ma il legame con Ferrara e la Spal è sempre rimasto indissolubile (pur se il nome di Pellissier verrà sempre declinato i simbiotica associazione al Chievo), per stretti motivi di famiglia e per un affetto mai svanito. Basta ricordarsi delle accoglienze ricevute negli anni scorsi, omaggiato ed osannato sia quando fu ospite nel 2017 in occasione di Spal-Trapani, sia quando tornò da avversario - in A - col suo Chievo. Giusto così.
L’aneddoto
Domani sera De Franceschi e Pellissier, reciproci ex, la sfida ovviamente non la vivranno sul campo, ma ne saranno partecipi. Sono giovani dirigenti appassionati, bravi, con occhio lungo. Che avrebbero anche potuto lavorare insieme. Nel 2013, infatti, il De Franceschi dirigente cercò di portare l’eterno Pellissier al Padova, ma alla fine l’attaccante rimase al Chievo.
In campo sarebbe stato bello vederli insieme... alla Spal. In una Spal da serie A, ovviamente. Ma è bene sapere che Spal e Chievo ora hanno dirigenti come loro. —
p.n.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
