Braiati non teme la concorrenza «Io e la mia squadra abbiamo esperienza»
Il 9 gennaio si vota per la presidenza del comitato regionale Quattro a sfidare il dirigente. Tra questi il ferrarese Rossi
ferrara. “Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è magnifica”. Nei momenti più complicati della rivoluzione culturale questa citazione di Mao Zedong affascinò le masse (anche se qualcuno la attribuisce a Confucio, ma non importa). Tra meno di un mese ci saranno le elezioni per il consiglio federale emiliano della lega calcio. Tra lockdown, campionati sospesi, società in difficoltà, e varie ricette su come intervenire, la situazione può essere definita in molti modi, sicuramente confusa e difficile.
talento
Ma servirebbe un rivoluzionario di grande talento come il presidente Mao per definirla magnifica.
Il presidente Paolo Braiati, quando gli si parla della sua ricandidatura, la prende con aplomb quasi anglosassone; anche se in fondo, dopo due mandati, forse avrebbe sperato in una maggiore convergenza su di lui. «Mi risulta che dovremmo essere in quattro a concorrere per il ruolo di presidente, con candidature da Parma a Ferrara. Ho sempre pensato che il confronto faccia crescere e di solito sono il primo a valutare ed accettare buone idee: non si finisce mai di imparare e di crescere. Alla fine, credo che il programma mio e della mia squadra possa raccogliere molti consensi. Il confronto, comunque, è sempre positivo per il movimento. Noi sappiamo bene cosa abbiamo fatto, ed abbiamo delle idee su cosa fare. Forse quattro, come sembra, candidati sono tanti. Ma poi vale sempre la pena andare a votare». Tra i candidati, l’altro giorno s’è fatto avanti anche il ferrarese Nicola Rossi.
In pratica, bene il confronto, ma... «Dico solo che, prima di questo ruolo, io sono stato per una quindicina di anni in una delle società più serie della regione, poi l’esperienza del Cif. Ed è un peccato che quasi tutti quelli che lanciarono questa esperienza non ci siano più, o comunque non siano disponibili a causa di altri impegni. Poi sono stato consigliere, vice presidente e presidente vicario. Poi per due mandati, presidente. In momenti non certo facili. Credo di avere motivazioni importanti, conoscenza dei problemi, grandissima esperienza e metto tutto sul tavolo. Poi saranno le società a decidere».
l’assemblea
Ma era proprio necessario proporre l’assemblea generale in presenza? «Abbiamo condotto la gran parte dell’attività a distanza. Ma in questo caso, con le votazioni, il numero di presenze vincolante (dovranno presentarsi, alla seconda convocazione, almeno 200 delle circa 600 società della nostra regione, e come terzo mandato Braiati dovrà prendere almeno il 50%più uno dei voti; ndr) abbiamo ottenuto da Roma una dispensa. Ed allora abbiamo trovato una sala adeguata, ci saranno controlli accurati sui partecipanti e grande attenzione al distanziamento sociale. Nessuno deve rinunciare a partecipare per paura del contagio».
Il nove gennaio si vota. Ma i campionati, quelli quando ripartono? «Noi abbiamo già preparato i format. Si fosse partiti il 3 dicembre c’era un format. Se si parte a gennaio ce n’è un altro, per febbraio anche, per marzo si rischia di giocare solo il girone di andata, ma abbiamo pronto un format anche per quello. La principale considerazione, comunque, è questa: con una situazione di questo tipo, chiunque sia a dirigere il consiglio federale non avrà un percorso facile». —
Alessandro Bassi
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