Il Kleb rispolvera l’arte del sacrificio Ma ora servono Hasbrouck e Peric
Basket serie A2. La squadra non ha perso la capacità di soffrire e ribaltare le partite
l’analisi
Marco Nagliati
Spicca, netta, la sensazione che la Top Secret abbia ancora molto lavoro da fare. Che le amichevoli stravinte in ciabatte e che la Supercoppa affrontata a spron battuto, fossero soltanto parentesi dentro un discorso ben più ampio. Il campionato ha dimostrato che il viaggio avrà tratte piuttosto scomode per i biancazzurri. La fortuna, per dire, non è attualmente al fianco del Kleb. Hasbrouck, Pacher e Peric per un motivo o per l’altro sono fuori oppure giocano in condizioni atletiche tutt’altro che perfette. Michele Ebeling, talento in rampa di lancio, probabilmente ha chiuso la stagione. Il presidente D’Auria non fa in tempo ad ingaggiare un sostituto, che si apre un’altra falla.
Ma qui, in fondo, sta il punto. Se la società insiste nel tenere elevato il valore del roster significa che è consapevole della qualità dell’insieme. E sì, la squadra è forte. Intanto ha conservato quella fisionomia che l’anno scorso l’ha resa così empatica con città e tifo: volontà, ambizione, unità e senso d’appartenenza. Senza questi tratti, mercoledì sera, mai e poi mai sarebbe stato possibile ribaltare un “-14” a cinque minuti dalla fine. Certo, Napoli ci ha messo del suo sentendosi già vincente e rimanendo sorpreso dalle fiammate estensi. Che fino a quel momento, peraltro, mai c’erano state. Però i campani una cosa non avevano capito: pur deficitaria in avanti, la Top Secret stava continuando a difendere. Era spacciata, eppure non ha mollato.
Ecco, queste caratteristiche che navigano nello spirito del team lo rendono competitivo anche quando infortuni e giornate no sembrano avere stabilito la sconfitta. Il Kleb di coach Leka ha perso la prima a Forlì, poi tre vinte di fila con lo scalpo nobile di Napoli. La classifica è buona, ovviamente è solo un punto di partenza. Perché, si diceva, il tecnico ha da costruire una nuova identità. Manca Ebeling e per gli equilibri tattici non è poca cosa: il neo arrivato Dellosto ha caratteristiche differenti. Così come Peric non è Pacher.
Il croato, un po’ a sorpresa, ha saltato il duello con Napoli per un dolore al costato. Retaggio di un colpo subito la settimana prima sul finire della partita contro la Stella Azzurra. Tra due giorni la Top Secret torna sul parquet, spremuta dall’avere sulle spalle già due battaglie in tre giorni. È indispensabile che Peric provi a stringere i denti, dia alla causa un contributo anche qualora non fosse all’altezza del suo talento. Come sta faticosamente tentando di fare Hasbrouck, alle prese con un alluce dolente che in parte lo espone a percentuali drammaticamente basse. Il bomber con Napoli è parso sfiduciato, accade talvolta ai tiratori. Ha l’esperienza per potersi riprendere. Intanto in difesa qualcosa dà. Non è stato ingaggiato per questo, chiaro, però meglio di niente. Per ora. —
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