L’analisi di Schwoch «Spal favorita domani e per la promozione Ma occhio al Venezia»
Ex attaccante di entrambe le squadre, ora opinionista Dazn, Stefan inquadra la gara di Sant’Elena ed il potenziale delle contendenti
l’intervista
Paolo Negri
Der bomber. Così, in omaggio alle sue origini altoatesine. “Il” bomber. Dici Stefan Schwoch e pensi immediatamente all’attaccante di razza, al cannoniere implacabile. E dire che a Ferrara ci fu chi lo fece giocare terzino, prima che altri lo sbolognassero. Lui stesso, ancora oggi, ci scherza sopra: «Quando incontro Max Mezzini ci facciamo due risate. Gli dico sempre: pensa quanto capivano di calcio, hanno mandato via me per prendere te...».
La Spal come sostanziale tappa d’inizio di una carriera risultata poi fulgida altrove. Anche a Venezia. E domani c’è proprio Venezia-Spal. Chi meglio di Stefan, che oltretutto è opinionista qualificato dell’emittente – Dazn – che segue la B, per inquadrare tale attesissimo match? «Domani (oggi; ndr) sarò a Frosinone per la partita con la Salernitana. Sabato quindi guarderò le altre gare, con particolare interesse per Venezia-Spal».
Schwoch, cosa le suggeriscono queste due squadre?
«La Spal mi ha fatto una buonissima impressione. Ma proprio tanto, tanto, tanto. Non a Monza, dove non mi era piaciuta, ma quella era la prima di campionato, quindi una gara particolare. Ma dopo è stata ed è tutta un’altra musica. Ho commentato la partita contro la Salernitana, ero al “Mazza”, ed ho visto una squadra padrona del campo, che ha giocato, accorciato, creato pericoli, dominato. Ha una rosa di primissimo piano, con il Lecce la più competitiva del torneo. La Spal è fortissima per la B, se non capita alcunché di pregiudizievole, allora è tra le favoritissime per la promozione diretta».
Chi vede in gioco?
«I primi due posti se li giocheranno appunto Spal e Lecce, oltre all’Empoli, e vediamo il Monza ora che ha preso anche Balotelli, si tratta di capire come Mario vivrà questa avventura. Le squadre comunque sono queste, pur se la B è strana, a volte si va a periodi. Questo campionato, poi, è il più difficile degli ultimi anni, il più equilibrato in alto, per la lotta promozione».
Del Venezia cosa pensa?
«Che mister Zanetti è un grande. Bravissimo. Un giovane tecnico in carriera, che ama e fa praticare un calcio positivo, sempre in cerca della profondità e del risultato. Inteso come vittoria. Per lui il pareggio deve essere conseguenza di una vittoria mancata e non di una sconfitta evitata».
In fondo è la stessa mentalità che mister Marino ha portato alla Spal.
«Quella che lui ha sempre avuto. Ma tra i due allenatori c’è una differenza: Marino alla Spal ha una rosa di spessore ben diverso da quello dell’organico di Zanetti, che pure possiede giocatori di valore come ad esempio Aramu e Forte».
Conosce Marino?
«Certo. Uomo che ha un grande pregio: è schietto e sincero».
A proposito di sincerità: lei pensa che alla Spal manchi... uno Schwoch?
«No, perché ce l’ha: è Paloschi. Attaccante molto simile a come ero io. Vive sul filo del fuorigioco, può fare molto bene, è l’unica prima punta della Spal perché Sebastiano Esposito ama giocare più da secondo attaccante. Paloschi però ha bisogno di continuità, nel senso che deve stare bene per poter rendere al massimo».
Lei ha vissuto il Venezia di Zamparini, la promozione in A. Ed a Venezia ha giocato con Ivone De Franceschi.
«Altroché, e siamo rimasti in contatto, ci si sente, dovevamo vederci prima che ci fossero tutte queste limitazioni legate alla pandemia. De Franceschi a Ferrara è venuto a comporre un bello staff con Zamuner: con Giorgio ci siamo incontrati tantissime volte in giro per campi, allo stadio, anche... al mare. Sono contento che sia tornato a casa sua, perché Ferrara e la Spal per lui sono veramente casa. Sarei felice che Zamuner e Ivone conseguissero risultati importanti».
Ecco, il risultato: quello di Venezia-Spal?
«Spal favorita in virtù del suo organico. Il Venezia può sopperire attraverso il gioco. Ma la Spal per uomini è superiore».
Schwoch, un’ultima cosa di carattere generale: lei è stato idolo a Napoli e Vicenza, piazze che hanno appena perso figure quali Maradona e Paolo Rossi. Il suo sentimento?
«Grande dolore. Conosco il figlio di Diego. Quelladi Maradona è una perdita enorme ovunque, non solo a Napoli. Quanto a Paolo Rossi, era figura iconica a livello mondiale, l’italiano più noto all’estero. Al di là di ciò, lo conoscevo personalmente: persona eccezionale, di infinita umiltà, sorridente, capace di trasmettere grande voglia di vivere». —
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