Non perde, non vince Il pericoloso limbo della pallida Violetta
Ancora Vlahovic dal dischetto, anche il Verona esce indenne Prandelli vede rosa: calmi, con una vittoria ci sbloccheremo
Brunella Ciullini
Va bene non perdere ma se non vinci è impossibile fare passi in avanti in classifica. E questo per adesso è il destino di questa Fiorentina che continua ad arrancare e non riesce a trovare quel successo che in campionato le manca da quasi due mesi, dal 25 ottobre, 3-2 contro l'Udinese. Un digiuno che coinvolge anche Prandelli incapace per adesso di trovare il bandolo della matassa. Così pure contro il Verona i viola non sono andati oltre l'1-1 come mercoledì con il Sassuolo. Come allora hanno dovuto rimontare il rigore realizzato da Veloso in apertura. Un rigore molto contestato, convalidato dopo 5' di consultazioni fra l'arbitro Fourneau, l'addetto al Var Giacomelli e la moviola. Gara in salita dunque per la Fiorentina che però poco dopo ha pareggiato, anch'essa su rigore (parso 'compensativo') conquistato da Vlahovic fra le proteste dei veneti. «Non c'era il loro e probabilmente neppure iò nostro», ha ammesso il tecnico del Verona Juric. In ogni caso l'attaccante serbo è andato sul dischetto e non ha sbagliato come già contro il Sassuolo: per lui terza rete stagionale e seconda consecutiva, mai accaduto in A nella sua ancor breve carriera. «Non ho paura e sono convinto che riusciremo a risollevarci», il grido di battaglia di Vlahovic. Chi si attendeva la scossa da parte della Fiorentina, stavolta non trascinata da Ribéry come mercoledì scorso, è rimasto però ben presto deluso: tanta lotta in mezzo al campo ma nessuna iniziativa offensiva, tanti colpi anche duri ma nessun accenno di spettacolo, davvero una gara brutta, spigolosa, nervosa (ammoniti pure i due allenatori per proteste). Il Verona, in emergenza, non aveva comunque interesse ad aumentare i ritmi e buttarsi in avanti in modo scriteriato (sua comunque l'azione più pericolosa di tutti i 90', di Lazovic fermato da Dragowski), la sua classifica è più che buona e soddisfa tutti, a iniziare dal patron Setti presente in tribuna. La Fiorentina piuttosto avrebbe dovuto e potuto fare di più perché la classifica fa ancora paura, invece i tentativi di ridisegnarla di Prandelli anche a match in corso hanno prodotto solo un tiro, un colpo di testa di Milenkovic nel finale. Troppo poco, e troppo tardivo l'ingresso di Cutrone. E martedì ci sarà trasferta in casa Juve...«Cercheremo di farci trovare mentalmente pronti - ha dichiarato il tecnico viola - Mi pesa non aver ancora vinto anche se rispetto a una settimana fa sono meno preoccupato. Sono convinto che appena riusciremo a vincere tutti i problemi spariranno». —
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