opposizione di stili? Conta solo l’esito
La miglior difesa, quella della Spal, contro il miglior attacco, quello del Lecce. Una sfida nella sfida, questa sera al “Paolo Mazza”. In teoria, per molti, un’opposizione di stili.
Chi la pensa così, sbaglia. Perché i 27 gol del Lecce (9 più di quelli segnati dai biancazzurri) non significano maggior predisposizione all’attacco dei pugliesi rispetto alla Spal. Tutto, come sempre, è questione di equilibri. È ovvio che se in organico hai Falco, Stepinski, Coda, Pettinari e Mancosu devi privilegiare tale potenziale, degno di una serie A (da salvezza, ma pur sempre A). I giallorossi hanno però incassato 18 reti (8 più della Spal) e tra le prime nove della classifica sono la squadra che in tal senso ha fatto peggio. Qualcosina da rivedere, quindi, ci sarà pure.
La Spal dal canto suo gli equilibri finora ha mostrato di possederli. Lavoro quotidiano, cultura tattica, insegnamenti e dettami di mister Marino, disponibilità al “sacrificio” di tutti i protagonisti, qualità individuali dei difensori e dei portieri. La compattezza e la solidità della Spal si spiegano così. Ma, è sotto gli occhi di tutti, quella biancazzurra non è certo una squadra che privilegia il contenimento alla costruzione. Al contrario, la Spal gioca, palleggia, attacca, e lo fa con manovra corale. La filosofia è questa. Quando si riesce ad applicarla, i risultati sono lampanti.
Curiosi di vedere cosa dirà la partita di questa sera.—
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