Marino avanti tutta «La Spal ha margini per una prova molto importante»
Per il trainer le difficoltà lontano dal Mazza sono risolvibili E l’arrivo del mercato di gennaio non dovrebbe condizionare
ferrara. Pur senza Berisha, Tomovic e D’Alessandro, la Spal cercherà di far altri tre balzi verso la vetta della classifica, nell’ennesimo incontro di questo mese di dicembre che questa volta metterà i biancazzurri di fronte all’Ascoli del neo tecnico Andrea Sottil.
Marino, tra Spal e Ascoli ci sono venti punti di differenza…
«Se ci soffermiamo a pensare questa cosa, siamo rovinati. L’Ascoli nell’ultima partita giocata contro il Monza è rimasto in gara fino all’ultimo, per cui credo proprio che la classifica non vada guardata. Vogliamo dar continuità a quello che abbiamo fatto con il Lecce, servirà attenzione. Dobbiamo far la prestazione: se ci sarà quella, le possibilità di ottenere il massimo aumenteranno».
La squadra ha recuperato bene dopo il Lecce?
«In queste ore faremo le ultime valutazioni, tenendo in considerazione che mercoledì giocheremo già subito col Brescia. Dopo il Lecce sono passati cinque giorni e direi che stiamo bene, ma l’alternanza ci sarà in previsione delle due partite ravvicinate».
Che dice di questo Ascoli affamato di punti?
«Il cambio di allenatore, e l’abbiamo visto a Chiavari, dà sempre una scossa. Quindi l’approccio deve essere ancora superiore al solito. Tatticamente non sappiamo come giocheranno, ma ci siamo preparati su diverse ipotesi e diversi sistemi. Per quanto riguarda la squadra hanno singoli bravi come l’attaccante Bajic. Voglio una Spal equilibrata e con la sua fisionomia nelle due fasi di gioco. Sarà una gara intensa con loro che metteranno ferocia agonistica: noi dobbiamo rispondere ad armi pari con la voglia di vincere i duelli nelle varie zone di campo per far prevalere la nostra tecnica».
A che punto è la Spal?
«Non parliamo di percentuali. Siamo a buon punto ma possiamo ancora migliorare tantissimo. Nelle corde di questi giocatori c’è ancora tanto da poter tirare fuori. Vincere aiuta a vincere, se lo si fa con le squadre forti la consapevolezza aumenta. Ma serve la riprova che si chiama Ascoli».
La soluzione offensiva Castro-Di Francesco-Paloschi è la principale?
«Ancora non abbiamo deciso, parlerò anche singolarmente con i ragazzi. Non parlo solo di questo reparto, ma qualche avvicendamento ci sarà ragionando, come ho detto, sulle due partite che ci attendono in pochi giorni».
Ad Ascoli per curare il “mal di trasferta”?
«Ci stiamo lavorando su, poi il campo darà le risposte. Dobbiamo ripartire dal secondo tempo di Venezia, vediamo se abbiamo recepito bene la situazione. Credo ci siano i margini per fare una prestazione importante».
Si sarebbe aspettato più gol da Paloschi?
«Tutti stanno facendo bene anche se possono migliorare. Ricordo che questo giocatore non ha svolto gran parte della preparazione per problemi fisici. L’abbiamo recuperato, stava tornando bene di condizione, si era anche sbloccato... Poi si è dovuto rifermare per oltre 40 giorni a casa. È ripartito da zero, serve altro tempo. Anche col Lecce ha avuto le sue occasioni, così come a Venezia».
Come sta Berisha?
«È tornato ad allenarsi da qualche giorno ma è prematuro fare valutazioni temporali sul suo rientro».
È preoccupato per la distrazione che il calciomercato potrà avere sul gruppo a gennaio?
«È una cosa diversa rispetto al mercato estivo. In queste tre partite non penseremo a nulla, entreremo in modalità “ovatta”. Siamo proiettati verso il campo, poi vedremo cosa succederà anche se la buona situazione di classifica aiuta a non avere condizionamenti esterni».
Quanto le manca il rapporto col pubblico e la città?
«Tantissimo. Per chi va in campo, l’incitamento della gente è un fattore che porta a dare e a esprimere quel qualcosa in più andando oltre le proprie possibilità. Sarebbe un valore aggiunto, anche se in casa stiamo facendo comunque bene». —
Alessio Duatti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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