Crea, ritorno allo United «Perché posso avere responsabilità maggiori»
ferrara. «La pallamano rappresenta una fetta importante della mia vita e una grande valvola di sfogo». Ilya Crea, classe 2000, è un talento del Ferrara United. «Questa disciplina mi ha dato modo di fare tante esperienze e di conoscere tante belle persone. La felicità di vincere una partita dura, il senso di appartenenza ad una squadra e la gioia di realizzare una rete: tutte emozioni forti e bellissime. Ovviamente dietro ad ogni sport ci sono anche tanti sacrifici, tante sconfitte e tante difficoltà, ma fa parte del gioco».
Notevole già la carriera di Ilya. «Ho iniziato a giocare nella Pallamano 2 Agosto Bologna, successivamente nelle due squadre gemellate Pallamano 1985 Bologna e Bologna United; nella stagione 2019/2020 ho militato nel Ferrara United. A seguire ho fatto un’esperienza di metà stagione nella Ego Handball Siena per poi tornare, a fine novembre 2020, a vestire la casacca di Ferrara United».
«Ho deciso di tornare - incalza Crea - per ragioni di studio e familiari ma anche per avere la possibilità di esprimermi al meglio e di avere maggiori responsabilità sulle spalle: ciò è abbastanza difficile da ottenere in una squadra con grandi campioni come Siena. Invece il Ferrara United mi ha dato la possibilità di crescere e di fare tante belle esperienze: per questo ringrazio la società e tutto l’ambiente. Vado molto d’accordo con tutti i miei compagni e l’allenatore; mi ha fatto molto piacere entrare a far parte di un gruppo unito».
Per quanto riguarda la stagione attuale... «Siamo una squadra giovane e dobbiamo ancora crescere, ma abbiamo grandi potenzialità che con il tempo verranno fuori. Vogliamo dare sempre il massimo ogni settimana per crescere e fare sempre meglio».
Pregi e difetti in campo? «Sono un giocatore che, forse, in campo pensa un po’ troppo e che dovrebbe maggiormente lasciarsi andare al gioco e al divertimento, anche se si sta disputando una partita importante. Mi piace lavorare di squadra e mi focalizzo molto nel centrare l’obiettivo e sulla vittoria: ovviamente odio perdere». —
Enrico Ferranti
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