Ricci e il problema delle regole «Serve uniformità a tutti i livelli»
Il presidente regionale degli allenatori: movimento in crisi pur con più tesserati «Importante l’obbligo di tecnici abilitati, ma i controlli ai corsi siano più severi»
FERRARA. Il calcio ferrarese in questi ultimi anni non ha avuto solo la massima autorità federale regionale (Paolo Braiati), ma anche il presidente degli allenatori di tutta la regione, Ruggero Ricci. Volto notissimo nel panorama calcistico ferrarese (anche se nel recente passato ha avuto più esperienze da mister in Veneto), Ricci è un attento osservatore di questo sport, a 360 gradi. Ed è proprio lui ad analizzare in prima battuta il movimento degli allenatori in questi ultimi anni: «Intanto faccio subito un paragone - dice Ricci -, in Veneto c’è ancora più sensibilità e voglia di far calcio rispetto alla nostra regione. Ma come Aiac nella nostra provincia gli associati sono in crescita, grazie anche alle piattaforme digitali e al fatto che sono stati compresi anche i preparatori. Certo, è stato evidente l’allontanamento di molti tecnici con la Spal in serie A, meglio andare allo stadio che allenare in Seconda o Terza categoria e la crisi economica incide nel drastico calo di società, alcune delle quali importanti».
le regole
Una importante novità per le società di settore giovanile è stato l’obbligo di avere solo allenatori abilitati, «così sono garantite alcune nozioni di base. Ma nella gestione qualcosa è stato sbagliato, penso al fatto che i controlli della partecipazione ai corsi on line sia a discrezione del Crer. Molti nostri associati si sono lamentati del fatto che sono stati promossi tutti i partecipanti, ma la gestione era federale, non nostra. D’altronde, però, i maggiori problemi nel nostro mondo sono dovuti alla differente modalità di gestione».
elezioni federali
Ricci con queste ultime parole fa un chiaro riferimento alla gestione dei campionati da parte del Crer: «Capisco le problematiche, sia chiaro, ma in generale sono spiazzato dal fatto che ogni regione metta in pratica regole diverse. Io come presidente regionale Aiac sento spesso i colleghi di Lombardia e Veneto, ebbene mi raccontano situazioni e problemi completamente diversi dai nostri. Ecco, auspico che in futuro ci sia maggiore chiarezza su tutto, a partire dai regolamenti dei campionati. Ma d’altronde basta vedere cosa accade in serie D per capire che i problemi sono tanti».
Intanto, il 9 gennaio si preannunciano molto agguerrite le elezioni del presidente del Crer, con il ferrarese Braiati che ha due concorrenti, l’avvocato parmense Simone Alberici ed Emore Giuseppe Manfredi, attuale presidente del comitato Figc reggiano. «Non spetta a me fare previsioni, solo non capisco tutta questa fretta con l’emergenza sanitaria in corso. Anche al nostro interno siamo attesi dal voto provinciale e regionale, on line, per i delegati che andranno a Roma per la votazione del presidente federale prevista il 22 febbraio. Ma a livello di comitato regionale non capisco come si possa pensare di far votare in presenza. Al giorno d’oggi ormai si fa tutto in modalità streaming, no?».
E a proposito di Covid, Ricci ha anche una proposta per la ripresa dei campionati dilettantistici: «Bisogna tornare in campo solo quando si avrà assoluta sicurezza. E qualora dovesse accadere non bisognerà prevedere retrocessioni, ma solo la promozione per la prima classificata di ciascun torneo». —
Davide Bonesi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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