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Marino rilancia la Spal: «In trasferta caliamo, ma oggi siamo al Mazza e il cammino è lungo»

Alessio Duatti
Marino rilancia la Spal: «In trasferta caliamo, ma oggi siamo al Mazza e il cammino è lungo»

Il tecnico della formazione biancazzurra vuole cancellare la delusione di Ascoli e non si lascia condizionare dalle voci di mercato 

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l’intervista

La lista degli indisponibili si limita fortunatamente ai cognomi di Viviani e Berisha. Per questo motivo mister Pasquale Marino potrà ruotare a suo piacimento gli uomini che compongono la sua lunga rosa, con i rientri di D’Alessandro e Tomovic utili a dar man forte ai colori biancazzurri nella delicata e insidiosa partita contro il Brescia.

Marino, dopo Ascoli è più la delusione o l’arrabbiatura?

«Sono rimasto deluso dal risultato. Come detto, non abbiamo sicuramente concretizzato diverse palle gol. Ci sono stati errori tecnici, qualitativi e di scelta. I dati sono stati però differenti rispetto ad altre volte: abbiamo tirato, avuto occasioni e giocato quasi sempre nella metà campo avversaria. È normale essere arrabbiati, ma trasformiamo questa rabbia in energia positiva per ripartire. Penseremo poi ai problemi che abbiamo in trasferta perché è vero che sembriamo un’altra squadra».

Che lettura dà a questa discontinuità?

«Il calo di prestazione c’è stato il più delle volte in trasferta. In casa abbiamo sbagliato solo gli ultimi 20 minuti contro il Cosenza. I numeri non mentono: fuori casa dobbiamo cambiare rotta. Ma ora giochiamo al Mazza e pensiamo al Brescia con la stessa attenzione che abbiamo avuto nelle ultime partite interne. Ci sentiremo contenti quando bilanceremo le prestazioni anche in trasferta».

È questo il suo auspicio per il 2021?

«Assolutamente sì. Vogliamo fare sempre meglio con un rendimento alto anche lontano da casa. Nel mio passato non ricordo dati o statistiche però le mie squadre si sono sempre trovate meglio in trasferta sfruttando gli spazi».

Cosa temere del Brescia?

«Un’altra retrocessa con un organico importante. Hanno cambiato già diversi tecnici, saranno arrabbiati anche loro dopo la partita con l’Empoli. Sarà una gara dura e i risultati dell’ultimo periodo di tutte le squadre stanno dimostrando le difficoltà di questo campionato che rispetto a qualche anno fa è cresciuto dal punto di vista tecnico. Ci sarà da lottare per riprendere il nostro cammino».

Torregrossa e Donnarumma sono nomi importanti…

«Giocatori straordinari, in questa categoria fanno la differenza e l’hanno sempre dimostrato. Sono temibili. Anche il Lecce aveva mostrato di avere un reparto attrezzato, di spessore e qualità».

Salamon lo considera un centrale?

«In una difesa a tre può adattarsi a destra o sinistra, ma per caratteristiche fisiche il suo ruolo è in mezzo».

Il minimo gap in classifica che si è creato con le prime può dare pressione?

«Conta relativamente, non devono esserci effetti psicologici. Il campionato non si vince a dicembre, la classifica si guarda più avanti quando si è in dirittura d’arrivo. Le energie le dobbiamo mettere tutte sul campo».

Sorpreso dai “soliti” cambiamenti di Cellino? Anche lei era passato da Brescia…

«Io guardo in casa della Spal. Ognuno è libero di fare le sue scelte. Il calcio è questo, non ci si meraviglia più di niente».

Sebastiano Esposito come sta vivendo il poco utilizzo?

«Come lui ce ne sono tanti che non giocano molto, cito ad esempio Brignola, Salamon e Murgia che ha un certo numero di partite in serie A con la Lazio. I calciatori sono tutti uguali per me. Non posso guardare i singoli, io devo cercare di sbagliare il meno possibile nella scelta della formazione guardando gli allenamenti».

Le voci di mercato nei confronti dello stesso Seba Esposito?

«Non m’interessano: fino a quando i giocatori sono in organico li alleno e se c’è la possibilità di farli giocare la sfrutto. Siamo in 27, guardo gli allenamenti, considero il tipo di partita da fare e so di avere l’imbarazzo della scelta. Quando faccio la formazione non guardo né data di nascita, né busta paga e niente. Sono libero di scegliere guardando le prestazioni in partita, negli allenamenti e tentando di gestire le varie energie. Io mi devo preoccupare di tutto e di tutti. All’inizio magari nessuno si sarebbe immaginato che il fratello potesse giocare di più rispetto a Murgia o Missiroli. Chi è contento di continuare con la Spal bene, altrimenti si è liberi di fare le proprie scelte. Ma in questo momento sono cose che non mi riguardano. Tutti comunque si stanno allenando con grande impegno e non posso dire niente di nessuno». —

Alessio Duatti

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