Dickmann crossa e Valoti segna. Ma alla Spal la coppia non basta
Generosa la prova del laterale biancazzurro sempre tra i migliori e l’ultimo a cedere. Però la squadra spreca il tesoro
FERRARA. Quando Dickmann crossa, la Spal segna. Un assioma per ora inconfutabile, a cui si aggiunge il fattore Valoti. Perché nell’unico assist “puro” di questa stagione cadetta fornito prima di ieri sera dal numero 41 spallino (contro il Vicenza), i biancazzurri erano andati a bersaglio sempre con il trequartista d’inserimento. Naturalmente di testa. Peccato, tuttavia, per l’esito della partita e per il punteggio totalmente inverso a quello sperato da tutti.
RICORDI
Coincidenze sovvertite e ricordi a parte, Lorenzo Dickmann è risultato senza troppi dubbi tra i migliori della fredda e deludente serata vissuta al “Mazza”. Un vero e proprio bentornato, dopo il periodo di fermo e di ricondizionamento atletico vissuto post infortunio muscolare patito nel finale di partita a Chiavari. Fino alla gara giocata in terra ligure l’esterno destro si era sempre ben comportato, trovando spazio sulla corsia di competenza con grande continuità mostrando affidabilità e progressi rispetto ai ricordi di qualche anno fa. L’unica vera ingenuità del suo percorso era stata quella doppia ammonizione nel rocambolesco finale di Lignano contro il Pordenone. La bella sorpresa arrivata dopo la maturazione clivense è mancata nel dare sfogo laterale e offensivo alla manovra di Marino durante le gare saltate (a parte la facile vittoria sul Pisa).
Dickmann ha infatti saltato gli impegni con Cittadella e Chievo, faticando poi al rientro a tenere i veloci ritmi del Venezia e riposando fisiologicamente (per evitare ricadute) nel ravvicinato impegno pre natalizio col Lecce. Ad Ascoli, mister Marino ha giustamente voluto dar fiducia al brasiliano Strefezza (dopo il gol con i salentini) ma il ricorso a Dickmann è arrivato troppo tardi (solo a 5 minuti dalla fine).
LOOK
Torniamo quindi con il focus a ieri sera, con quella prepotenza con cui si è presentato l’esterno di origini milanesi. Innanzitutto da evidenziare il taglio totale di capelli (alla faccia delle temperature e del periodo) che ha ricordato ai pochi presenti e alla gente a casa la fisionomia di Pippo Costa con l’unica differenza del piede amico.
Ma Dickmann ha sopratutto approcciato la partita in maniera perentoria con decisione, atteggiamento e voglia. Ha piazzato subito un regalino nella zona natalizia di Sala che però si è inceppato nell’apertura di questo, consegnando il dono nelle mani del finlandese Joronen. Poi al settimo giro d’orologio – di sinistro – Dickmann ha calibrato un’altra bella traiettoria ben sfruttata dal figlio del grande Aladino.
È show evidente: altra palla geniale per Paloschi, ma nulla di fatto. Peccato. Rifiatata generale nella parte centrale della prima frazione con controllo discreto di Martella e della mezzala mancina Jagiello e meritato té caldo al duplice fischio del sig. Dionisi (che con le fastidiose proteste del mister bresciano Dionigi ha avuto un bel da fare).
ORDINE
La partita dell’esterno spallino è stata ordinata anche nel secondo tempo e quando ha potuto le scodellate nella scatola dei sedici avversari non sono mancate. Da segnalare anche uno scontro fortuito – ma per fortuna senza conseguenze – con l’estremo difensore del Brescia e un disturbo di posizione provvidenziale su Torregrossa a dieci minuti dal termine, proprio poco prima che il generoso attaccante ospite abbandonasse la contesa. Anche Dickmann si era stretto nella momentanea gioia di squadra del 2-1 dopo la prodezza dai venticinque metri disegnata da Valoti.
Un elemento che fino a questo momento ha mostrato un rendimento altalenante. Dettato spesso dall’istinto: quello che l’ha portato a raccogliere ben sette cartellini gialli, ma anche quello che ha generato prodezze mica male come i gesti tecnici di ieri sera. Dickmann e Valoti, entrambi lombardi sono stati assoluti protagonisti della partita con le Rondinelle. Decisamente meno brillante la prova del bresciano doc (nato a Chiari), Alberto Paloschi. Sostituito al ventesimo della ripresa per l’ormai classica staffetta con Sergione Floccari. Nel finale dentro anche Brignola, solo un po’ di riscaldamento invece per Sebastiano Esposito. —
Alessio Duatti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
