Spal, che brutto ko Due volte avanti è battuta dal Brescia
Una ripresa caotica ed infarcita di errori vanifica un buon primo tempo Non sfruttato il secondo gol di Valoti. Gaffes clamorose sulle reti decisive
Paolo Negri
ferrara. Botti di fine anno. O no? Questa la domanda della vigilia. Poi, i fatti.
Negativi. La Spal ha chiuso il suo 2020 dai due volti (orribile retrocessione dalla serie A, apprezzabile ripartenza cadetta da settembre fino a ieri) ospitando il Brescia in una gara cruciale in un momento altrettanto delicato del campionato. Dopo il ko di Ascoli i biancazzurri ieri sera al "Mazza" erano attesi all'immediato ritorno ai tre punti. Hanno illuso di farcela ma, due volte avanti, si sono sempre fatti riprendere e poi hanno concesso la rete costata una dolorosissima sconfitta, invero non immeritata alla luce del caotico secondo tempo.
le scelte
Mister Marino propone una Spal con cinque varianti rispetto all’undici iniziale di Ascoli. In difesa Tomovic rientra dopo la squalifica e rileva Sernicola; in fascia destra Dickmann prende il posto di Strefezza, così come in mediana c’è Murgia invece di Missiroli; Castro e Paloschi giocano dal principio “sostituendo” Di Francesco e Floccari. Il tecnico opta dunque per due trequartisti/centrocampisti (Castro e Valoti) a sostegno del centravanti Paloschi, tenendo “DiFra” come opzione.
Brescia dall’assetto prudente, un 4-5-1 che si tramuta in 4-1-4-1 in fase difensiva.
avvio pirotecnico
Spal subito all’offensiva ed immediata occasionissima ma Sala manca l’immancabile. Si tratta comunque di una sorta di prova generale, già che dopo pochi minuti sempre su cross dalla destra e sempre dell’indiavolato Dickmann è Valoti a convertire in rete con uno dei suoi proverbiali inserimenti coronato da un perentorio colpo di testa a battere Joronen.
Gara tutta di marca biancazzurra, 66% di possesso palla e 4 tiri dopo dieci minuti. La Spal gioca in maniera ragionata, con buon fraseggio, giovandosi del funzionamento della mediana, della mobilità e della tecnica di Castro e Valoti, della partecipazione collettiva.
tomovic va ko
Bisogna però tenere le antenne dritte ed evitare sia qualche imprecisione in fase di rilancio difensivo sia un rilassamento che danno corpo al tentativo di reazione del Brescia (che inverte la posizione delle ali). L’unico vero brivido è comunque causato dalla tremenda craniata tra Torregrossa e Tomovic: il bresciano rientra col turbante, lo spallino non ce la fa e deve essere rimpiazzato da Salamon. Al riposo, Spal meritatamente in vantaggio.
botta e risposta
Nella ripresa chance per Castro ma la Spal appare troppo passiva, e carente nel filtro e col baricentro arretrato. Così subisce la pressione rivale e patisce il gol del pareggio, con eccessiva arrendevolezza e lentezza. Per fortuna una prodezza di Valoti ripristina immediatamente le distanze. Ma occorre una svegliata. Che sostanzialmente non arriva, ed un pasticcio difensivo regala al Brescia (appena passato al 4-3-1-2) il rigore del nuovo pareggio. Gara vibrante ma infarcita di errori. Spal poco fluida, in apprensione dietro, concesso molto campo. Girandola di cambi, effetti relativi. Anzi.
doccia gelata
Si capisce che qualcosa non va. Un affanno tira l’altro. Fino alla clamorosa gaffe di Thiam che di fatto concede al Brescia il gol che condanna la Spal. E finisce con una rissa che coinvolge tutti. Prestazione alla distanza deludente, quella dei biancazzurri. Che non sfruttano il fatto di essere andati due volte in vantaggio e si smarriscono cammin facendo. Serviranno dei correttivi. —
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