Spal e Centese piangono il bomber Campanini Portò l’Ascoli dalla C alla A
ferrara. Il calcio ferrarese (e, ovvio, quello nazionale) piangono Renato Campanini, morto giovedì mattina a 82 anni nella sua Pieve di Cento, ove era nato il 16 dicembre 1938.
esordio spallino
Cresciuto nella Bondenese, nel 1957 fu "pescato" dal presidente Paolo Mazza che lo portò alla Spal. Ottimo l'impatto con la serie A per l'esordiente attaccante che a 19 anni collezionò 5 presenze: debutto nella sconfitta 3-0 a Padova il 15 dicembre 1957, e nella partita successiva avviò la netta affermazione spallina (3-0) al Comunale contro la Lazio. Ancora sette giorni e sarebbe arrivata anche la seconda rete personale di Campanini, contro il Milan. Dopo quei match venne utilizzato solo altre due volte, a Bergamo e ad Alessandria, quindi Mazza lo avrebbe prestato successivamente al Vigevano ed alla Mestrina, per poi lasciarlo andare definitivamente.
la gloria
Cannoniere micidiale in serie C, conobbe l'apice al Cosenza (cinque annate da 60 gol) e soprattutto - dopo una prolifica esperienza al Brindisi -nell'Ascoli di cui divenne goleador, capitano e simbolo, conducendo (dal 1969 al 1975) i marchigiani alle promozioni in serie B ed in A e ad una salvezza nella massima serie, sempre con Carlo Mazzone in panchina.
Nei primi anni ascolani Campanini ritrovò la Spal e da avversario (nel 69/70, 70/71 e 71/72, stagione della promozione in B dei bianconeri) la punì con 2 classici gol dell'ex.
ritorno a casa
Nel 1975 tornò "a casa", militando fino al '78 nella Centese di cui nell'ultima annata fu giocatore-allenatore: in biancazzurro, nel campionato di Promozione, 41 gare e... 40 gol!
Gli sia lieve la terra. —
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