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Braiati punta al terzo atto L’unico rivale è Alberici

Alessandro Bassi
Braiati punta al terzo atto L’unico rivale è Alberici

Sabato a Bologna sono previste le elezioni per la presidenza regionale della Federcalcio 

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faccia a faccia

Alla fine, ne resterà solo uno. No, non intendiamo dire che i candidati al ruolo di presidente regionale hanno meno di una settimana (si vota sabato 9) per accorciare della testa gli avversari come in Higlander, ma solo constatare che ormai sono rimasti due i concorrenti (e, di conseguenza, due team) ad un ruolo che si preannuncia tutto tranne che facile: Simone Alberici e Paolo Braiati.

Il parmense Alberici, alla prima possibilità di guidare il Crer, e il presidente in carica Paolo Braiati. Ferrarese che corre per il terzo mandato. Nei giorni scorsi si è ritirato dalla competizione il reggiano Emore Manfredi, che nel suo addio alla “gara” ha sottolineato come molte società abbiano deciso di sostenerlo nella sua corsa, ma come importanti motivi personali lo abbiano obbligato a ritirarsi. A questo punto, i compagni di viaggio della sua cordata (tra i quali molti personaggi conosciuti anche nel Ferrarese come Nicola Rossi, Vincenzo Credi e Giuliano Gandolfi), informati da tempo di questa possibile scelta, andranno a sostenere Alberici. Ovviamente non si vuole disperdere il consenso raccolto e si punta comunque a costruire un’alternativa a Braiati.

il sostegno

E il clima della competizione invita Manfredi a non concedere deleghe a chi si presenti a suo nome, ma di sostenere come consiglieri i vari Rossi, Elisabetta Scaloni, Sergio Cestari, Credi e Gandolfi. Secondo Manfredi, Alberici, anche se inesperto, può portare novità in un ambiente definito obsoleto e che ha proposto un anno fatto di «incompetenza e tribolazioni».

Con un suo intervento, il ferrarese Nicola Rossi, a nome del Ctc 20 indirizza strali al Crer. Dice Rossi: «Passato quasi un anno che ci ha segnati ed ha insegnato a tanti ma non a tutti. Il Crer ha continuato imperterrito nel replicare modalità obsolete e figlie di altri tempi, convocando l’assemblea elettiva “in presenza”, con potenzialmente circa 600 presidenti o delegati. Si potrà anche fare, ma non garantirà al 100% la sicurezza. Come Ctc20 auspichiamo un ripensamento e lo svolgimento dell’assemblea on line, come ormai è consuetudine in tanti contesti. Perché mettere a rischio la salute di tanti? Perché non essere un esempio di capacità organizzativa e gestionale visto che si rappresentano diverse centinaia di società? E evidente che non si è abituati a cotanta democrazia ed è evidente che se qualcosa si vuole veramente cambiare, da qui bisogna partire».

precisazioni

Paolo Braiati, come sempre, non si scompone e puntualizza: «Siamo stati praticamente obbligati all’assemblea in presenza. Ci hanno indicato il periodo di inizio gennaio. Abbiamo cambiato la sede: andremo al Centro congressi in Fiera a Bologna, che ha 1700 posti per una presenza media di 200-250 persone (molti mandano deleghe, va sottolineato, anche nei momenti in cui non ci sono i problemi di spostamento di questi tempi; ndr), con 25 addetti nostri e steward messi a disposizione dalla sede della Fiera, con rispetto di tutte le norme igieniche e di distanziamento. Votare on line, allo stato delle cose, non sarebbe stato praticabile. Alla fine, con l’attenzione doverosa alla sicurezza, meglio così, anche se è un grosso impegno».

Poi Braiati continua, non senza un pizzico di ironia: «Credo che il problema più grande, in una situazione come questa, sia proprio vincere le elezioni. Chiunque sia, il presidente dovrà affrontare problemi enormi legati al Covid, al finanziamento dell’attività, all’attività stessa, visto che ancora non ci sono indicazioni sulla ripresa dei campionati e sulla possibilità di dare vita all’attività. Ci sono grandi problemi sul tappeto. Problemi che andranno affrontati. Da parte mia so di poter mettere sul piatto della bilancia una grande esperienza in materia, con tanti anni in società da consigliere, da vicepresidente e poi da presidente. Altri dicono di metterci entusiasmo e novità. L’entusiasmo è anche nostro, con la consapevolezza di conoscere i nostri limiti ed il lavoro da svolgere. Poi, chiunque diventi presidente, dovrà lavorare da subito e cercare di risolvere i problemi». La parola alle urne, ormai. –

Alessandro Bassi

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