Il tacco letale di Paloschi «A volte la palla non entra, qui invece è andata bene»
frosinone. Nel giorno del trentunesimo compleanno Alberto Paloschi ha fatto un regalo a tutti: a se stesso, ai suoi compagni e più in generale a tutta la Spal.
«Volevo far gol – commenta gioioso l’attaccante –, era da un po’ che mi mancava anche se le occasioni c’erano state. È andata bene, sono contento soprattutto per la squadra: siamo uniti, lavoriamo sempre bene durante la settimana e poi è normale che a volte i piccoli episodi possano condannarti a risultati che non vuoi».
Paloschi, dunque, è tornato in rete dopo sei turni di digiuno: «Ci sono dei momenti in cui la palla non entra e altri in cui magari va. Qui l’ho presa quasi due volte col tallone ed è andata bene».
Al termine della partita l’ex calciatore del Milan ha abbracciato il mister dei giallazzurri Alessandro Nesta (suo compagno di spogliatoio proprio ai tempi dei rossoneri): «È stato un campione - ricorda la punta spallina -, quasi ogni anno lui andava in finale di Champions League. Sono stato fortunato a esordire lì, ho imparato la cultura del lavoro anche dall’atteggiamento di questi grandi campioni che pur avendo doti innate non lasciano mai nulla al caso».
L’attuale numero nove della Spal ha poi chiuso l’analisi del post Frosinone: «La vittoria vale tanto. Ci tiene attaccati alle prime posizioni in questo campionato lungo, vogliamo continuare così. Speriamo di andare sempre in crescendo, voglio far più gol possibili per far tornare la Spal in serie A. Una dedica particolare? Alla mia famiglia, loro magari soffrono più di me. Spero di riuscire a dar loro tante altre soddisfazioni». —
A.D.
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